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Video su Battisti, esposto contro Bonafede

POLITICA
Video su Battisti, esposto contro Bonafede

(Fotogramma)

Diventa un caso il video pubblicato sul profilo Facebook del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in cui si riprendono le fasi legate all'arrivo all'aeroporto militare di Ciampino di Cesare Battisti. La camera penale di Roma sta preparando un esposto e appena ultimato sarà presentato in procura. Secondo la camera penale romana si potrebbe configurare la violazione di due norme, la 114 del codice di procedura penale che vieta ''la pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica'' e quella prevista dall'articolo 42 bis della legge sull'ordinamento penitenziario che prevede che ''nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità''.


Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, alla richiesta di un commento al video, ha risposto, precisando di farlo a titolo personale: "Io non lo avrei fatto".

Sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale Angelo Becciu: "Sono rimasto male in questi giorni per il modo in cui è stato trattato un condannato, Cesare Battisti, che merita la condanna perché così si sono espressi i tribunali, però l’Italia ha una cultura giuridica di primo grado e non possiamo incutere o risvegliare nella gente certi istinti forcaioli" ha detto il prefetto vaticano della Congregazione per le cause dei santi, nella sede del Senato di palazzo Giustiniani.

"Ho sofferto, vedendo in tv quelle immagini, come cittadino e come cristiano - confessa l’esponente del Vaticano, già sostituto alla Segreteria di Stato -. Chi ha sbagliato deve pagare e i tribunali si sono espressi ed è giusto che l’abbiano preso: ma ci sia rispetto per chi ha sbagliato", ha chiesto il cardinale.

Nelle scorse ore, il video postato dal Guardasigilli ha sollevato un polverone di polemiche ed è stato oggetto di una valanga di commenti negativi e di critiche. Tra gli aspetti che hanno colpito di più c'è la musica della clip, giudicata da molti come adatta più al filmino di un matrimonio che a un video montato per ricordare i momenti principali dell'arrivo in Italia dell'ex terrorista dei Pac Cesare Battisti. La clip si apre con una serie di immagini in bianco e nero, istantanee della vita di Battisti prima dell'arresto. Poi il racconto, circolato su tv e siti, dalla discesa dell'aereo alla saletta dell'aeroporto, con il 'palchetto' allestito per i ministri presenti, il discorso di Bonafede, la folla di telecamere, fotografi e cronisti.

A sollevare critiche sul video è stato anche il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, Mauro Palma, che ha chiesto a Bonafede la rimozione del filmato. "Il video postato dal ministro della giustizia e pubblicato sulla rivista online ministeriale si aggiunge a quel riferimento al 'marcire' che il ministro dell'Interno ha più volte espresso in suoi video: riferimento che indica una finalità della pena detentiva opposta a quella voluta dalla nostra Costituzione" afferma Palma.

''Come Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà - spiega - ho atteso che calasse il clamore attorno all'operazione che ha riportato Cesare Battisti alla doverosa realtà dell'esecuzione di quella pena che la giustizia gli ha inflitto per quanto commesso. Un punto di arrivo che avrebbe richiesto un atteggiamento sobrio sul piano istituzionale e su quello della comunicazione. Non è stato così.

Il Garante "se da un lato confida - sulla base della più volte affermata volontà del ministro della giustizia del pieno rispetto della dignità di ogni persona - che si provvederà a rimuovere tali video, d'altro canto ritiene suo compito ricordare che epiteti, frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso il ricorso a un linguaggio del tutto estraneo a quello del Costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione di cui il Paese non ha certamente bisogno''.



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