"Nicaragua estradi Casimirri"

POLITICA
Nicaragua estradi Casimirri

Alessio Casimirri (Foto da Wikipedia)

Il Parlamento Europeo "chiede l'immediata estradizione in Italia di Alessio Casimirri, che oggi vive a Managua protetto dal governo nicaraguense, condannato in Italia in via definitiva a sei ergastoli per il sequestro di Aldo Moro, ex presidente della Dc nonché presidente del Consiglio dei Ministri e del Consiglio Europeo, e per l'assassinio degli agenti della scorta, fatto accaduto il 16 marzo 1978 a Roma". E' l'emendamento ad una risoluzione sulla situazione in Nicaragua presentato dall'eurodeputato leghista Mario Borghezio, che è stato approvato dalla plenaria a Strasburgo.


Un emendamento che ha ricevuto sostegno bipartisan: "La richiesta di assicurare alla giustizia il brigatista latitante Alessio Casimirri è sacrosanta. Mi auguro che tutto il Parlamento europeo voti la richiesta di estradizione e che il governo italiano intraprenda tutte le misure necessarie per fare giustizia", ha dichiarato ieri David Sassoli, vicepresidente Pd del Parlamento europeo. Casimirri è un ex brigatista rosso, l'ultimo latitante di via Fani: nel 1989 è stato condannato in contumacia per aver preso parte al sequestro e all'omicidio di Aldo Moro, avvenuto nel 1978, uno degli episodi cruciali degli Anni di Piombo e dell'intera storia repubblicana. In Italia è stato condannato a sei ergastoli.

Già nel servizio d'ordine di Autonomia Operaia, gestiva un'armeria a Roma insieme alla moglie e presto assunse un ruolo di rilievo nella colonna romana del 'partito armato': 'Camillo', questo il suo 'nome di battaglia', è sfuggito alla giustizia riparando a Cuba, secondo quanto ha raccontato a suo tempo all'Adnkronos l'ex agente del Sisde Carlo Parolisi, per poi approdare nel Nicaragua sandinista, che lo ha protetto, concedendogli la cittadinanza nicaraguense.

Diversi tentativi della magistratura italiana di ottenerne l'estradizione si sono scontrati con il rifiuto delle autorità di Managua di consegnare l'ex brigatista, oggi cittadino nicaraguense, sposato ad una nicaraguense e titolare di diversi ristoranti nella capitale del Paese centroamericano (uno si chiamava 'Magica Roma'). Le cronache riportano anche di un tentativo di tendergli una trappola in Costarica, dove avrebbe un altro ristorante, tentativo andato a vuoto perché l'ex brigatista avrebbe mangiato la foglia, non facendosi più vedere.

Si è sempre sospettato che Casimirri, uno dei protagonisti di uno dei 'misteri d'Italia', oggetto di una vasta letteratura, e verosimilmente depositario di segreti, abbia goduto di protezioni in alto loco, non solo in Nicaragua, ma si tratta, appunto, di sospetti. Figlio del responsabile della stampa vaticana sotto tre papi, sommozzatore esperto, diplomato all'Isef, secondo un articolo di Repubblica del 2004 sarebbe stato istruttore degli incursori dell'esercito sandinista, impegnati nella lotta ai Contras, i paramilitari somozisti sostenuti dagli Usa di Ronald Reagan.

El Nuevo Diario, il quotidiano nicaraguense cui Casimirri ha rilasciato la sua unica intervista vera e propria, ha riferito nel 2015 che Francisco Rosales, presidente della Sala Constitucional della Corte Suprema di Giustizia del Nicaragua, ha dichiarato che il caso di Casimirri "è passato in giudicato: non può essere né estradato né arrestato". Contro questo scoglio si sono infranti anche i precedenti tentativi di ottenere la consegna di Casimirri, ultimo in ordine di tempo quello dell'ex Guardasigilli Andrea Orlando.

"Mi sembra un atto molto forte - dice all'Adnkronos il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho -, credo che sia una delle primissime occasioni nelle quali si riesce a convergere su un'esigenza di giustizia e quindi di esecuzione della pena per coloro che sono stati autori di atti terroristici di estrema gravità. Quindi è la dimostrazione di un'Europa unita che condivide esattamente i valori degli Stati che ne fanno parte".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.