Salvini-Raggi, nuovo round

POLITICA
Salvini-Raggi, nuovo round

(Afp)

Non si placa la polemica tra Matteo Salvini e Virginia Raggi. Dopo il botta e risposta di sabato, tra il vicepremier e la prima cittadina capitolina va in scena un nuovo round. "Il sindaco di Roma c'è rimasta male ma bisogna avere le spalle larghe: se si vuole fare il sindaco o il ministro, o l'assessore si deve capire cosa si e' in grado di fare" ha detto Salvini durante una manifestazione nel Lazio, sferrando un'altra stoccata a Raggi. Sabato, ha aggiunto il titolare del Viminale, "c'è stata la gara di Formula E...probabilmente l'unico momento in cui le macchine giravano per Roma senza fermarsi".


LE PAROLE DI SALVINI - Per Salvini "non occorre uno scienziato per portare via la mondezza, svuotare i cestini, evitare i gabbiani stile avvoltoi". "Io - ha aggiunto il numero uno di via Bellerio - ho invitato la gente a votare la Raggi ma ora quando la gente mi vede dice: fate presto ".

"Io - ha detto ancora Salvini, riferendosi a Raggi - le ho messo a disposizione tutti i poteri che può mettere a disposizione un ministro dell'Interno per mettere in giro poliziotti, accendere telecamere, sgomberare palazzi occupati da anni, abbattere le ville dei Casamonica. Però non può essere il ministro dell'Interno a togliere dalle strade la monnezza che ormai sta seppellendo Roma, non posso essere io a far ripartire le metropolitane ferme, a far viaggiare gli autobus puntuali, a sistemare le strade, a pulire i tombini. Ci vuole un'enorme operazione di amore per Roma, però amore non necessariamente fa rima con soldi".

LA REPLICA DI RAGGI - Immediata la replica della sindaca di Roma, che in un post pubblicato su Facebook ha replicato a tono a Salvini, soffermandosi in particolare sul tema del debito della Capitale: "Chiariamolo ancora una volta - ha detto Raggi -. Non facciamo sborsare un euro in più allo Stato e alle altre amministrazioni per il vecchio debito di Roma. Anzi facciamo risparmiare agli italiani e ai romani 2,5 miliardi di euro, tagliando i folli tassi di interesse delle banche su quei 13 miliardi di debito che hanno fatto le precedenti amministrazioni di Roma. Da quando ci siamo noi, il debito è addirittura sceso perché noi teniamo i conti in ordine e non ne facciamo altro. Noi riduciamo i debiti fatti dagli altri e alleggeriamo le tasse ai cittadini".

Quindi si è rivolta direttamente al vicepremier: "A Salvini voglio dire che ho le spalle larghe e non mi spavento facilmente - ha sottolineato Raggi -. Io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Infine, per togliere la spazzatura non serve assolutamente uno scienziato ma sono necessari duro lavoro e costanza. Di certo non bastano due tweet e qualche battuta ad effetto. Ma io non voglio inutili polemiche elettorali. Lavoriamo!".

Tra i temi messi ieri nel mirino dal ministro dell'Interno c'era l'annosa questione del debito capitolino. Salvini non aveva usato mezzi termini, sottolineando che "se qualcuno pensa di fare omaggi a Roma, quando ci sono centinaia di Comuni in difficoltà, allora o tutti o nessuno".

LE CRITICHE DEL M5S - Parole che hanno scatenato la reazione del Movimento Cinque Stelle, che in una nota stilata dai deputati pentastellati membri della commissione Bilancio della Camera specificano: ''Non comprendiamo le polemiche di queste ore da parte della Lega sul superamento della gestione commissariale del debito storico di Roma. Invitiamo i colleghi a leggere con maggiore attenzione quanto contenuto nella norma inserita nel Decreto Crescita. Non è stato fatto alcun regalo alla Capitale e neanche un centesimo in più delle tasse degli italiani sarà usato per ripagare il debito di Roma. È un'operazione a costo zero per le casse pubbliche e per i contribuenti. Certe polemiche prive di senso lasciamole al Pd e a chi ha mal governato in passato la Capitale, lasciando in eredità una situazione disastrosa a cui l'amministrazione Raggi sta ponendo rimedio in modo egregio".

IL PATTO DELLA PAJATA - Rievoca invece il famoso 'patto della pajata' (quello tra l'allora sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'ex leader della Lega Umberto Bossi), il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli: "I colleghi della Lega Romeo e Molinari devono avere la memoria corta, hanno certamente dimenticato che quelli del 'patto della pajata', il centrodestra unito, nel 2008 in Parlamento votarono la legge sul debito di Roma Capitale, accollando a tutti gli italiani quel fardello. C'era anche la Lega, che evidentemente metteva da parte la propaganda di 'Roma ladrona' - sottolinea Patuanelli -. Dopo una decina di anni di governi distratti è dovuto intervenire il Movimento 5 Stelle per cancellare gli interessi bancari del debito, facendo così risparmiare 2,5 miliardi di euro a tutti gli italiani e ai romani. Non è la prima volta che la Lega finge di non ricordare le scelte che ha fatto nei governi del passato, dia retta a noi così il governo gialloverde farà sempre l'interesse dei cittadini italiani".



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