Circolare Salvini, cosa dicono i vertici militari

POLITICA
Circolare Salvini, cosa dicono i vertici militari

Matteo Salvini e Elisabetta Trenta (FOTOGRAMMA)

"Alla luce delle notizie stampa emerse in queste ore, lo Stato Maggiore della Difesa evidenzia che le Forze Armate sono uno strumento tecnico operativo al servizio del Paese e che ogni attività viene pertanto svolta in aderenza alle indicazioni politiche e secondo la prevista linea gerarchica". Così lo Stato Maggiore della Difesa in relazione alla polemica politica tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta.


"Non mi risulta nessun tipo di irritazione da parte di nessun vertice" ha detto il vicepremier lasciando l'aula della Camera, dopo il question time, tornando sulla direttiva sulla 'Mare Jonio'. E ha ribadito: "Li ho sentiti anche oggi, io lavoro quotidianamente nel rispetto di tutti, lavoro con tutti i rappresentanti delle forze di sicurezza italiane" e "non ho mai avuto un problema". E ancora: "Di Maio dice che sono inutili le direttive? Io vedo i numeri e vedo che dicono il contrario, i numeri su sbarchi e partenze dicono che stiamo gestendo bene il tema immigrazione". “Il Viminale - ha poi sottolineato - lavora in perfetta sintonia con la Difesa per la protezione dei confini. Se però qualcuno, per ragioni politiche, vuole o immagina i porti riaperti lo dica chiaramente. Da responsabile dell’Interno confermo che in Italia entra solo chi ha il permesso”.

Nella giornata di martedì, secondo quanto riferito da varie fonti all’AdnKronos, l'episodio della circolare del ministero dell'Interno avrebbe suscitato l'ira dello Stato Maggiore. Sulla questione Salvini si era già detto "tranquillissimo perché il Viminale è la massima autorità per la sicurezza interna. Quindi la direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente".

VIMINALE - Secondo fonti del Viminale, all'articolo 12 del testo unico sull'immigrazione è previsto che le navi della Marina Militare ''possono essere utilizzate'' per ''concorrere alle attività di polizia in mare''. La stessa legge sull'immigrazione, all'articolo 11, attribuisce al ministro dell'Interno la responsabilità di emanare ''le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana''. Anche per questi motivi la Marina Militare è una delle istituzioni beneficiarie delle rilevanti risorse finanziarie di derivazione europea e che il Viminale gestisce per la tutela delle frontiere marittime.



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