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Da Pelù a Vissani, Renzi annuncia serie di querele

POLITICA
Da Pelù a Vissani, Renzi annuncia serie di querele

(Foto Fotogramma)

"Avevo promesso di iniziare a chiedere i danni per le infamie che ho ricevuto in questi anni. E vi avevo garantito che vi avrei tenuti informati". Lo scrive Matteo Renzi nella enews spiegano di aver predisposto "i primi dieci atti" che sono contro: "Piero Pelù per avermi definito in diretta TV al concertone 'boy-scout di Licio Gelli; Marco Travaglio per le immagini offensive in uno studio TV; Il Fatto Quotidiano per avermi attribuito la realizzazione di leggi 'ad cognatum'".


Ed ancora: "La giornalista Rai Costanza Miriano per aver sostenuto che i bambini morti in mare sono morti per colpa 'di un porto aperto da Renzi'; lo chef Vissani per avermi definito 'peggio di Hitler'; la giornalista D’Eusanio, per avermi insultato in TV; il ministro Trenta e la senatrice Lupo, per le dichiarazioni sull’aereo di Stato; Il Corriere di Caserta per un editoriale ancora sull’aereo di stato; Panorama, sulla vicenda Paita – alluvione di Genova; chi mi ha accusato di essere un ladro per la vicenda banche". "Ovviamente è solo l’inizio: qualsiasi vostra ulteriore segnalazione (matteo@matteorenzi.it) sarà passata agli avvocati per l’apertura di cause di risarcimento civile. Vi terrò informati sul quantum e sulla destinazione dei risarcimenti".

Renzi torna poi sulla questione sulla sua pagina Facebook. "In questi anni - scrive - ho accettato che mi dicessero contro di tutto. Sono stato oggetto di una campagna violenta di odio e di falsità. Oggi che non ho più ruoli di governo penso che sia giusto dimostrare che credo davvero nella giustizia". "E dunque ho predisposto le prime dieci azioni civili di risarcimento danni: in democrazia chiunque ha diritto di criticare. Ma se mi dici che sono ladro, che sono peggio di Hitler, che faccio le leggi per i miei parenti, che ho fatto scelte da premier perché avevo degli affari personali e compagnia bella, che i bambini muoiono per colpa dei porti aperti da me, beh, andiamo da un giudice e vediamo se queste frasi sono vere o se chi le ha dette debba risarcirmi", spiega il senatore del Pd.

"Sono le prime dieci e sono partito da nomi noti: Travaglio, Pelù, Vissani, Trenta. Ne seguiranno altre. Penso che chi mi segue sui social abbia il diritto di sapere che accettiamo tutte le critiche. Ma che la stagione degli insulti e delle falsità è finita per sempre. Chi ha sbagliato deve pagare. E pagherà. Se non erano frasi diffamatorie, io pagherò volentieri le spese - scrive ancora Renzi - Non è un gesto di rabbia ma di rispetto per chi, proprio sui social, ha letto di tutto. E per la mia famiglia, per i miei amici, per le persone che mi vogliono bene. Uno alla volta, arriviamo da tutti. Non si chiama vendetta: si chiama giustizia".



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