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Salvini provoca Fazio

POLITICA
Salvini provoca Fazio

(Fotogramma/IPA)

"Trovo immorale che ci siano stipendi pagati da un'azienda pubblica che arrivano a milioni di euro. L'offerta è sempre valida. Se annuncia la disponibilità a ridursi il compenso, corro in ginocchio". Così il vicepremier Matteo Salvini torna a parlare - in un'intervista a 'La Verità' - dei compensi di Fabio Fazio e del perché finora non è andato ospite nella sua trasmissione, rifiutando anche l'invito per la puntata preelettorale del 5 maggio che vedrà ospiti anche Berlusconi, Zingaretti e Di Maio.


"Dolce Pasqua a voi Amici! E una bella fetta di pane e Nutella (che oggi compie 55 anni, auguri!) ai simpatici, buonisti e accoglienti milionari di sinistra Fazio e Saviano", dopo il post pasquale, Salvini quindi torna a parlare del conduttore Rai, con cui non accennano a placarsi le polemiche e i dissapori. Già durante la convention nel Lazio della Lega, il ministro dell'Interno aveva dichiarato che sarebbe andato alla trasmissione di Fazio solo se avesse accettato di dimezzarsi lo stipendio.

Dal canto suo, il padrone di casa di 'Che tempo che fa' aveva ironizzato sulla questione in puntata. "Vi ricorda qualcosa? Io mando la pubblicità, intanto voglio vedere se questo programma finisce su Rai 1, Rai 2, Rai 3 o Rai Yoyo?" diceva Fazio facendo oscillare un pendolino.

Salvini sottolinea che "non è" una campagna ad personam: "Parlavo oggi con il nostro parlamentare che segue questa vicende. Stiamo per presentare un ddl per equiparare i contratti Rai a quelli del privato. Se ne occupano Alessandro Morelli, Massimiliano Capitanio e Igor De Blasio".

Un ddl che - sottolinea Salvini - riguarderà "tutti: non è possibile avere centinaia di dirigenti a 200.000 euro l'anno. Se uno è in Rai e non fa nulla, fino alla pensione non lo puoi toccare anche se innaffia le piante". Sullo strumento per cambiare le cose, Salvini parla di "un tetto ai compensi. Ma vero. Sopra il milione non ci si deve arrivare più. Fazio ne prende tre! Ma non solo lui. Ci sono conduttrici da due milioni di euro l'anno, e non faccio il nome della Clerici perché non interessano i casi personali. E poi il tema degli appalti. Un'azienda di 13.000 dipendenti non può appaltare fuori la metà di quello che produce!"



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