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Dl sicurezza bis, criticità e rinvio

POLITICA
Dl sicurezza bis, criticità e rinvio

(IPA/Fotogramma)

Le criticità sul dl sicurezza bis portano al rinvio del Cdm. A quanto apprende l'AdnKronos, il Consiglio dei ministri è stato rinviato in settimana, in attesa di chiarimenti con il Quirinale sui profili di criticità emersi. Il clima, viene ribadito dopo la riunione ristretta tra Conte, i due vicepremier, Toninelli e alcuni tecnici per sciogliere i nodi, è "sereno".

"Sono stati accolti suggerimenti e fatti ultimi miglioramenti a un decreto che combatte camorristi, scafisti e teppisti, dando più forza e tutela alle forze dell'ordine" fanno sapere fonti Lega al termine del Cdm. "Siamo certi che ci sarà approvazione in settimana, lavoriamo per il bene del Paese".

Sul tavolo del Consiglio dei ministri c'erano il dl sicurezza bis voluto da Matteo Salvini e il decreto famiglia e natalità scritto da Luigi Di Maio. Il premier Conte avrebbe proposto solo "l'inizio dell'esame" del dl sicurezza bis, soffermandosi su "vari profili critici" emersi già in fase di prima lettura. Criticità che, avrebbe chiarito, sono state segnalate anche dagli uffici del Quirinale e rispetto ai quali il Colle si riserva una più approfondita valutazione. E su tali profili critici, a quanto si apprende, il leader della Lega ha chiesto al presidente del Consiglio ulteriori chiarimenti: "Attendo di capire quali..." avrebbe replicato Salvini a Conte. E il premier ha sottolineato ai ministri tali criticità.

In campo sono stati chiamati anche gli uffici legislativi, per sciogliere alcuni nodi emersi nel corso degli esami dei provvedimenti: la discussione sui due più attesi - dl sicurezza bis e quello sulla famiglia - è stata affrontata simultaneamente. Sul testo del dl sicurezza bis Salvini ha chiesto prima una sospensiva per avere spiegazioni sui presunti rilievi del Colle ma poi ha espresso al tempo stesso piena disponibilità a concordare eventuali modifiche del testo, se necessario. "Prendiamo atto delle criticità sollevate sul decreto sicurezza e siamo pronti risolverle al più presto, lavorando serenamente con la Lega - hanno fatto sapere anche fonti del M5S - Questo fa un governo responsabile". E, alla fine, il rinvio.


NOMINE - Intanto il Consiglio dei ministri ha proceduto alle nomine sul tavolo: a capo della Guardia di Finanza arriva Giuseppe Zafarana, segretario generale della Ragioneria dello Stato Biagio Mazzotta (SCHEDA) e Pasquale Tridico è stato designato a capo dell'Inps. "Sono onorato dalla stima e dalla fiducia che è stata riposta in me dal Governo" commenta a caldo all'AdnKronos Zafarana (SCHEDA). "Darò tutto me stesso per poter assolvere all'incarico nel miglior modo possibile".

C'è comunque gelo tra i vicepremier: un muro di silenzio, che è rimasto in piedi durante il Cdm. Al momento non c'è stato chiarimento né faccia a faccia tra i due, a quanto apprende l'AdnKronos. I due non si parlano dal giorno in cui è scoppiato il caso Siri - il 18 aprile scorso- e Di Maio ha chiesto pubblicamente un passo indietro del sottosegretario leghista messo fuori dal governo l'8 maggio scorso.

Ma di "promessa mantenuta" ha parlato Salvini sul disegno di legge sui magistrati onorari approvato (salvo intese) in Cdm. "Tutelati migliaia di lavoratori messi a rischio dai governi del Pd e garantito funzionamento della Giustizia. Soddisfatto per il lavoro fatto anche sui magistrati onorari".

GIUSTIZIA - "Mantenuta promessa e altro punto del contratto di governo messo nero su bianco in un disegno di legge". Così, a quanto si apprende, si sarebbe rallegrato anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo l'approvazione in Cdm, salvo intese sulle coperture, all'unanimità della riforma della giustizia onoraria. "Ci sarà anche il tempo e il modo di migliorarlo nel percorso parlamentare. La riforma Orlando avrebbe mandato in strada tante donne e uomini che in questi anni sono stati una componente importante del sistema giustizia".

E ancora, più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie: è quanto prevede il nuovo provvedimento normativo per l'inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti.

DISABILITA' - "Il nuovo testo - approvato in via preliminare in Cdm - prevede che mamme e papà siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui. Si tratta di una rivoluzione culturale nel campo dell'inclusione", spiega una nota dell'ufficio stampa del ministero per la Famiglia. L'obiettivo è definire interventi mirati che tengano conto delle potenzialità e del contesto del minore con disabilità. "Come anticipato illustrando le linee programmatiche, ogni nostra azione tiene conto di tutte le esigenze e le necessità delle persone con disabilità - così il ministro Fontana -. Un nuovo approccio che abbiamo inaugurato in ogni ambito della disabilità. Un grazie al ministro Bussetti, con cui continuiamo a collaborare proficuamente".

"L'inclusione scolastica - dichiara Bussetti - è una priorità del governo. Questa iniziativa portata avanti con il ministro Fontana dimostra l'attenzione e l'impegno del Governo. Tutti i nostri giovani, nessuno escluso, devono essere protagonisti della loro crescita e messi in condizione di esprimere tutte le loro potenzialità''.

NERVI TESI - Ma resta alta la tensione nel governo. "Attenzione, lo dico a tutti, in particolare alla forze politiche che sostengono questo governo: quando la dialettica trascende fino a coinvolgere il presidente del Consiglio fino a mettere in dubbio la mia imparzialità, diventa non grave ma gravissimo" ha detto in giornata Giuseppe Conte rispondendo a margine della sua visita nelle zone terremotate del Centro Italia, a una domanda sulle dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, che in un'intervista a 'La Stampa' l'ha accusato di non essere più super partes.

"Vorrei chiarire che il premier, sin dal principio di questa competizione elettorale, è rimasto sempre al di fuori della dialettica - ha avvertito Conte - questo ci tengo a precisarlo perché non troverete mai una mia dichiarazione a favore di una forza politica o dell'altra. Adesso nel rush finale vedo che le reazioni emotive si sono fatte più accese". E ancora: "Se si mette in dubbio l'operato del sottoscritto, si indebolisce l'azione del governo, allora bisogna farlo in base a percorsi chiari e trasparenti, nelle sedi opportune, le sedi ufficiali sono il Cdm e in prospettiva il Parlamento".



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