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Di Maio: "Ora vertice governo"

POLITICA
Di Maio: Ora vertice governo

(Fotogramma/Ipa)

Luigi Di Maio rompe il silenzio. E il giorno dopo i risultati delle Europee convoca una conferenza stampa al Mise: "Ho sentito Giuseppe Conte e gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo - ha spiegato - dobbiamo lavorare alle promesse fatte agli italiani".


"C'è ancora tanto da fare, per me adesso vanno mantenute le promesse contenute nel contratto di governo; ma anche quelle fatte in campagna elettorale sono da mantenere e realizzare - ha aggiunto -. C'è da fare il salario minimo orario, il provvedimento per le famiglie che fanno figli. C'è da portare avanti un abbassamento serio delle tasse", il voto "testimonia che è una priorità per gli italiani".

IL VOTO -
"Ringrazio innanzitutto i 4,5 milioni di italiani che ci hanno votato e anche quelli che non lo hanno fatto - ha proseguito -, perché dal loro comportamento prendiamo una bella lezione. Le elezioni sono andate male, da questo prendiamo una grande lezione, ripartiamo e non molliamo". Poi "i complimenti al Pd, alla Lega e a tutti coloro che hanno registrato un incremento da queste elezioni".

FLAT TAX - "Prima facciamo il tavolo sulla flat tax e meglio è. Se ci sono i soldi facciamola" ha aggiunto Di Maio. "Una forza politica che ha realizzato nove dei dieci provvedimenti, al massimo continuerà a dire 'sì' perché abbiamo tanto da realizzare. Siamo quelli che vogliono approvare il salario minimo ma vogliamo ridurre le tasse agli imprenditori e ai dipendenti".

TAV - "Quello che emergerà dal colloquio tra Conte e il presidente della Repubblica francese sarà valutato dal nostro governo come sempre abbiamo fatto. Non cercheremo lo scontro - ha proseguito -. Esistono delle posizioni ma ci sono anche degli obiettivi da raggiungere che sono nel contratto di Governo. Nel contratto c'è la Tav Torino-Lione".

CONTRATTO - "Come M5S - ha aggiunto - non rinunciamo alla nostra identità, non taceremo mai su quel che non ci trova d’accordo, arginando proposte che non sono nel contratto", tutelando quest’ultimo da proposte "che possono favorire l’illegalità: saremo sempre argine a quello che non ci va bene". Quel contratto "lo porteremo avanti con lealtà" e resta "il nostro maggiore alleato al quale saremo fedeli".

LEGA - Ad ogni modo, "ho trattato la Lega sempre alla pari quando abbiamo scritto i provvedimenti. E' sempre stato un rapporto alla pari. Anche per questo, da oggi, per me non cambia niente. Continuiamo a realizzare gli obiettivi che sono nel contratto".

SIRI - "Non mi pento assolutamente della scelta del M5S di chiedere le dimissioni di un sottosegretario indagato" ha poi detto Di Maio a proposito del caso Siri. Ora, "se ci sono richieste che vengono dalla Lega, aspetto che le facciano di persona. Mi auguro sia finita la stagione in cui le cose vengono dette a mezzo stampa" ha detto il vicepremier.

GRILLO - "Ho sentito Grillo, Casaleggio, Fico, Di Battista. Nessuno ha chiesto le mie dimissioni. Si vince insieme e si perde insieme. Nessuno ha fatto una questione di teste da saltare" ha concluso Di Maio, ma di "un nuovo sprint da dare al Movimento".



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