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Decide Rousseau

POLITICA
Decide Rousseau

(Fotogramma)

Il futuro di Luigi Di Maio come capo politico del Movimento Cinque Stelle sarà scritto oggi, quando i militanti iscritti alla piattaforma Rousseau dovranno stabilire se il capo politico grillino deve restare tale. Ieri, dopo giorni di polemiche e riunioni con i fedelissimi, Di Maio si è messo in gioco, chiedendo che gli venga confermata la fiducia nei suoi confronti da parte degli attivisti iscritti a Rousseau. "Non sono mai scappato dai miei doveri e se c’è qualcosa da cambiare nel Movimento lo faremo - ha scritto il vicepremier in un post sul Blog delle Stelle -. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato".


La domanda cui i militanti pentastellati dovranno rispondere è: 'Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?'. Gli iscritti a Rousseau potranno votare dalle 10 alle 20. Il voto online appare tuttavia scontato. In tanti hanno già levato gli scudi per Di Maio, a partire dal garante del Movimento, Beppe Grillo ("Deve continuare la sua battaglia"), passando per Davide Casaleggio, la sindaca di Torino Chiara Appendino e il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia. Ma anche diversi deputati si sono spesi a sostegno di Di Maio. Persino Salvini ha tifato per lui: "Capisco le ore e i giorni che stanno vivendo gli amici dei Cinquestelle, quindi non mi permetto di commentare le scelte altrui", ha detto Salvini ai giornalisti che lo interrogavano sul momento che vive il capo politico del Movimento Cinque Stelle. Quel che conta, per Salvini, è "che non passi la linea Di Battista e che dal M5S la smettono di attaccare e dire no".

Ma la giornata è stata scandita anche dall'assemblea congiunta dei parlamentari pentastellati durante la quale Di Maio ha espresso la necessità di una riorganizzazione del Movimento. Riorganizzazione che deve passare per la fiducia nel capo politico o da un nuovo capo politico. "Negli ultimi due giorni mi sono sentito dire di tutto. A me non me ne frega nulla della poltrona - ha scandito di Maio - Non sto attaccato al ruolo di capo politico, ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela. Molti pensano sia bello stare in prima linea, ma il punto è che quando va tutto bene e vinciamo il merito è di tutti, giustamente, il problema è che se si perde prendo schiaffi solo io".

Ad agitare le acque è stata anche la lettera inviata dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici al ministro dell'Economia Giovanni Tria per chiedere chiarimenti sul mancato rispetto della regola del debito che in Italia, a causa principalmente della frenata dell'economia, è aumentato, anziché diminuire o rimanere stabile in rapporto con il Pil. "La lettera che ci ha inviato l'Ue è totalmente assurda, vogliono aprire una procedura di infrazione sul debito del 2018 fatto dal Pd - ha detto Di Maio ai suoi riuniti in assemblea -. Potevano prendersela col governo di prima e se la stanno prendendo con noi. Ma l'Italia non si piega".



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