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A Pyongyang con Razzi, ecco il viaggio organizzato

POLITICA
A Pyongyang con Razzi, ecco il viaggio organizzato

(Fotogramma)

Un viaggio organizzato in Nordcorea in compagnia di Antonio Razzi. E a lanciare l'iniziativa è proprio l'ex senatore, che sui social ha condiviso il programma della sette giorni dove, con il suo aiuto, il Paese "si aprirà̀ in ogni sua sfaccettatura rivelandosi un viaggio speciale". D'altra parte, spiega Razzi in un tweet, "da molti anni avete chiesto di andare a Pyongyang". E quindi "eccomi", annuncia, per una singolare avventura "dal 15 al 21 settembre".


Accattivante l'invito: "La sensazione di vivere un viaggio unico e insolito - spiega ancora l'ex senatore - prevale fin da subito non appena l'aereo tocca il suolo a Pyongyang, nel piccolo aeroporto della capitale dove campeggiano ovunque le foto dei Cari Leader: Kim Il-Sung e suo figlio Kim Jong-il". E chi meglio di Razzi - che si definisce "grande esperto del Paese ed apprezzato dallo stesso Governo di Pyongyang" - per far vivere in loco ai viaggiatori la "inevitabile e unica la sensazione di 'essere isolati dal Mondo' in un Paese di miti antichi e moderni senza quasi nemmeno internet"?.

L'organizzazione, affidata alla LuxItaly - Prestige and Exclusivity's Services, prevede la sistemazione dei viaggiatori in uno spettacolare hotel della capitale nordocoreana: "situata nel centro della città - si legge -̀, la struttura consta di due torri gemelle da 45 piani, alte ciascuna 143 m e unite da un ponte sito circa al 40° piano". Trattamento previsto, pernottamento e pensione completa (ma le bevande sono escluse). Il programma? Non proprio dettagliato, almeno al momento, "in quanto le visite ed escursioni potranno subire modifiche". Quello che invece è certo, sarà l'aspetto celebrativo del viaggio in compagnia dell'ex senatore: tra statue giganti di Kim Il-Sung, monumenti stratosferici, visita alle operose zone rurali e puntate sui luoghi simbolo della storia nordcoreana, al costo di 3.100 euro (ma servirà un supplemento per la camera singola o il volo in Business Class) il viaggiatore vivrà un'esclusiva full immersion nel mondo dei Cari Leader. E chissà che l'amico Razzi non riesca a strappare a Kim Jong-un un preziosissimo minuto da dedicare a quanti lo seguiranno.

"Dall'Italia si ha una sensazione sbagliata della Corea del Nord, non è una dittatura, altrimenti tutti i governi del mondo lo sarebbero. Anzi, da quando c'è Kim Jong Un, Pyongyang è diventata come New York: piena di grattacieli, divertente, ordinata e pulita", spiega all'AdnKronos l'ex senatore di Forza Italia Antonio Razzi, in vista del suo 14esimo viaggio in Corea del Nord. "Mi sono messo a disposizione per fare da accompagnatore - prosegue - essendo stato già tredici volte in Corea del Nord. Il programma prevede la visita di tutti i luoghi più interessanti del Paese, compresa la zona demilitarizzata al trentottesimo parallelo, e anche una tappa a Pechino. Tra l'altro noi italiani siamo amati dal popolo coreano, quasi venerati come noi facciamo con Gesù".

"Il Paese si è profondamente evoluto negli ultimi anni - spiega Razzi - Kim è provvidenziale per la Corea del Nord, io l'avevo capito guardandolo negli occhi la prima volta che l'ho incontrato. E' un uomo buono, al contrario di come viene descritto, che è stato capace di sventare la crisi nucleare, insieme a Trump e al presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e sta lavorando per migliorare il benessere dei cittadini. In alcune cose avremmo da imparare dalla Corea, ad esempio penso a come sono curate bene le strade di Pyongyang. Quelle di Roma invece....".

"In uno dei miei viaggi nel 2014 ero accompagnato anche da Salvini e anche lui rimase molto colpito da questo Paese. Mi disse: 'qui è davvero eccezionale' - ricorda Razzi. All'epoca era al 4% ora sta al 34%, penso proprio che gli abbia portato bene". Dopo la mancata ricandidatura alle scorse elezioni politiche Razzi parla delle sue ultime esperienze e dei progetti per il futuro: "Non mi piace fare il pensionato, negli ultimi tre mesi ho vissuto, a Ballando con le stelle, l'esperienza più bella della mia vita e a breve uscirà il mio libro 'Te lo dico da Nobel', in cui racconto tutte le esperienze vissute nei 13 viaggi in Corea e propongo di dare il premio Nobel per la pace a Kim, a Trump e a Moo Jae-in per aver disinnescato la crisi nucleare nell'area".



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