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Autonomie, Salvini furioso

POLITICA
Autonomie, Salvini furioso

Matteo Salvini (IPA/Fotogramma)

di Ileana Sciarra
"Se c'è qualcuno che sabota, qualcuno che l'autonomia non vuol farla... Allora si parli chiaro". Un Matteo Salvini furioso, raccontano fonti di governo all'AdnKronos, sbotta al termine del vertice di Palazzo Chigi sulle autonomie, protagonista l'ennesima fumata nera. Luigi Di Maio è appena andato via, impegnato sul fronte del taglio dei parlamentari, battaglia storica dei 5 Stelle. Ma a placare il leader della Lega e ministro dell'Interno interviene il premier Giuseppe Conte, raccontano le stesse fonti. Sull'autonomia differenziata si va avanti, le parole del presidente del Consiglio rivolte al suo vice, "ma nel rispetto dell'unità del Paese e del dettato costituzionale".


Anche stavolta la partita autonomie avrebbe trovato il suo scoglio maggiore nella scuola. Non solo riguardo all'introduzione delle cosiddette gabbie salariali, tacciate dal M5S come "follia pura", ma anche sulle criticità emerse nell'ultima riunione riguardo l'assunzione diretta dei docenti nelle Regioni - 'incostituzionale' per i 5 Stelle - e sulle cosiddette norme non cedibili sempre sul fronte istruzione. Le due norme contestate nello scorso vertice comporterebbero una profonda modifica del testo: i cambiamenti apportati dalla Lega sarebbero stati considerati insufficienti dai 5 Stelle.

Altro scoglio, le gabbie salariali. "Oltre a vederci profondamente in disaccordo - spiega una fonte di governo 5 Stelle all'AdnKronos - è stato fatto notare che non è quella del tavolo sulle autonomie la sede adeguata per discuterne". Di fatto si è lontani dall'accordo, che sembra ancor più distante rispetto all'ultima riunione. Anzi, il clima si è fatto più teso. Tanto che Salvini a fine vertice non nasconde la sua rabbia.



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