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Forza Italia, addio a Palazzo Grazioli. Resta sede San Lorenzo in Lucina da 11mila euro al mese

POLITICA
Forza Italia, addio a Palazzo Grazioli. Resta sede San Lorenzo in Lucina da 11mila euro al mese

(Fotogramma)

Dopo la decisione di Silvio Berlusconi di dire addio alla storica residenza di palazzo Grazioli per trasferirsi nella ex Villa Zeffirelli sull'Appia Antica, a Forza Italia, nella Capitale, non resta altro che la sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina. Un appartamento di circa 300 metri quadrati, preso in affitto a oltre 130mila euro l'anno, al terzo piano di un antico edificio protetto dalle Belle Arti nel pieno centro di Roma, a pochi passi da Montecitorio. Scorrendo l'ultimo bilancio del partito, quello chiuso il 31 dicembre del 2019, si scopre che la ''locazione dell'intero anno della sede legale di Via in Lucina 17'' è pari a 132mila euro, ovvero undicimila euro al mese. La cifra corrispondente al canone di locazione è prevista nella voce 'spese per godimento di beni di terzi', che grava sulle casse forziste con un ammontare complessivo di 293mila 260 euro, che risulta aumentato di quasi 52mila euro rispetto all'esercizio precedente.


Inaugurata in pompa magna nel 2013 (circa 3mila metri quadrati con un costo iniziale di affitto di 960mila euro a fronte dei 2,8 milioni annui per i 5mila metri quadrati della vecchia sede di via dell'Umiltà), San Lorenzo in Lucina ha rischiato più volte la chiusura causa conti in rosso, soprattutto dopo l'abolizione dl finanziamento pubblico dei partiti.

La 'serrata' è arrivata, infatti, nel 2015, anno orribile per le finanze di Fi e la 'nuova' casa azzurra è tornata ad essere via del Plebiscito. Poi, passata la buriana, c'è stata la riapertura, ma Antonio Tajani e gli altri vertici si sono ritrovati una sede 'ristretta', sempre extralusso, ma rimpicciolita per mancanza di soldi: gli attuali 300 metri quadrati con una sala grande utilizzata per le conferenze stampa.

Nella sua relazione gestionale il tesoriere attuale del partito, il senatore Alfredo Messina, fa il punto della situazione sulla sede nazionale, precisando che è stata chiusa per tre mesi, durante l'emergenza Covid. "Dalla data del 10 marzo e fino al 3 maggio compreso, in ossequio alle disposizioni governative che nel corso dei mesi di marzo aprile e maggio -scrive l'amministratore nazionale- si sono susseguite numerose, la sede nazionale di Fi è rimasta completamente chiusa a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. In questo periodo sono state attivate le procedure legate allo smart working (o lavoro agile) per consentire ad alcuni collaboratori di proseguire, almeno parzialmente e per quanto possibile, il proprio lavoro presso la propria abitazione soprattutto per quello che concerne la funzione amministrativa".

In "quest'ambito", spiega Messina, le "normative esistenti per i partiti, appesantite dalla legge 9 gennaio 2019 n.3, hanno reso difficoltosi in questi mesi i compiti di ognuno a fronte dei diversi obblighi concentrati proprio nel periodo di quarantena più stringente, incombenze i cui termini non sono stati differiti nonostante l'emergenza assodata". A "partire dal 4 maggio -conclude- la sede nazionale è stata riaperta ai soli lavoratori, nel pieno e scrupoloso rispetto dei protocolli sanitari emanati, applicando estese turnazioni volte ad assicurare il necessario distanziamento di sicurezza".



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