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Fiat: Federmanager, rinnovato contratto dirigenti

01 agosto 2014 | 17.14
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Il contratto, che si applica ad oltre 1.500 dirigenti, ha valenza per il biennio 2014-2015. Ambrogioni : segnale a tutte le forze sociali del Paese, con il confronto i contratti si possono fare.

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Fiat, Cnh Industrial e Federmanager hanno sottoscritto l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro scaduto il 31 dicembre 2013. Il contratto, che si applica ad oltre 1.500 dirigenti, ha valenza per il biennio 2014-2015, e "recepisce le proposte dell’Osservatorio paritetico concretizzando una modalità innovativa di relazioni industriali che ha favorito il raggiungimento delle intese e consentito di sottoscrivere il nuovo accordo", come spiega una nota di Federmanager. Un primo punto qualificante dell’accordo attiene a una maggiore evidenziazione dell’incidenza del ruolo del dirigente, nell’ambito delle proprie responsabilità, sugli obiettivi dell’azienda e pertanto della sua rilevanza come figura strategica anche per il miglioramento della produttività e di tutti gli altri fattori di competitività dell’azienda.

Il suo trattamento economico complessivo minimo è stato stabilito, a decorrere dal 2015, in 65.000 euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell’azienda con la qualifica di dirigente, fino a 6 anni e in 82.000 euro con riferimento ai dirigenti con anzianità di servizio nell’azienda con la qualifica di dirigente, superiore ai 6 anni compiuti.

Per la parte variabile la disciplina è stata rafforzata con la previsione di specifici incontri in cui, nel primo saranno comunicati al dirigente gli obiettivi e, nel secondo, di feed back, la valutazione dei risultati raggiunti in termini di performance e leadership.

Un secondo punto qualificante riguarda l'accesso al ruolo dirigenziale: sarà l’Osservatorio paritetico a pianificare specifiche iniziative formative avvalendosi delle strutture di Fiat Training Center e di Federmanager Academy.

Le parti hanno realizzato "un rinnovo non tradizionale -prosegue la nota- da cui emerge un grande senso di responsabilità e la consapevolezza della situazione economica e sociale del Paese". E "l’intesa conferma l’utilità di un sistema di relazioni industriali moderno, propositivo nelle soluzioni e che punta alla valorizzazione del dirigente come persona e come figura strategica per il futuro del Gruppo Fiat-Cnh Industrial", si sottolinea. "L’accordo, infatti, mette a disposizione delle parti - spiega - strumenti contrattuali moderni con particolare riguardo al welfare aziendale, alla formazione e alle politiche retributive incentivanti legate ai risultati aziendali, strumenti che, nell’attestare e valorizzare la crescita professionale delle figure manageriali aziendali, intendono favorire e sostenere la competitività del Gruppo Fiat e Cnh Industrial".

(Lab)

"L’impegno profuso dalle parti, allo scopo di realizzare in breve tempo un accordo snello e ritagliato sulle rispettive esigenze, dimostra che il contratto collettivo è ancora uno strumento fondamentale per regolare il rapporto di lavoro dei dirigenti e per trovare quelle soluzioni contrattuali in grado di allineare la disciplina di regolazione del rapporto di lavoro del dirigente alle rispettive aspettative attestando il valore delle competenze e capacità del management ad affrontare le sfide continue dell’innovazione e della competitività", afferma Federmanager.

Nel nuovo contratto è stato rafforzato anche il welfare aziendale, con significativi miglioramenti legati alla tutela in caso di morte e invalidità permanente causata da malattia non professionale, al congedo matrimoniale, ai diritti di pubblicazione nominativa di ricerca e lavori del dirigente, al check up per chi abbia compiuto 40 anni.

Per quanto attiene alla previdenza complementare è stato ripristinato il minimale contributivo aziendale nella misura annua di 4.800 euro a decorrere dalle contribuzioni versate nel corrente anno. Viene, inoltre, prevista una contribuzione aggiuntiva a carico azienda nella misura dell’1% a favore dei dirigenti che sono nel regime pensionistico interamente contributivo, fermo restando il limite retributivo di 200 mila euro annui.

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