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156 milioni di euro

Made in Italy: Coldiretti, Ferrero acquista società inglese, inverte tendenza

23 giugno 2015 | 09.35
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Per potenziare la presenza in Gran Bretagna

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"Dopo la perdita di marchi storici per un fatturato di oltre 10 miliardi dall’inizio della crisi, l’Italia inverte la tendenza con la prima operazione significativa da parte del settore agroalimentare tricolore per l’acquisizione di una società inglese da parte della Ferrero". E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’iniziativa del gruppo piemontese che ha presentato un'offerta di acquisto per la britannica Thorntons, specializzata nella produzione di cioccolata, per circa 111,9 milioni di sterline (156,3 milioni di euro) per potenziare la sua presenza in Gran Bretagna.

"L’iniziativa del gruppo piemontese segue tra l’altro - sottolinea la Coldiretti - il rientro in Italia di Italpizza, gruppo leader nella produzione di pizze surgelate che, dopo essere passato agli inglesi del gruppo Bakkavor nel 2008, ha riattraversato la Manica ed è tornata tricolore, con il raggiungimento di un accordo con la filiera agricola italiana promossa da Coldiretti, per la realizzazione della prima pizza tutta tricolore fatta con ingredienti certificati italiani, dalla farina al pomodoro, dall'olio alla mozzarella".

"Un cambio di marcia importante - rileva la Coldiretti - rispetto alla tendenza che dall’inizio della crisi ha visto la progressiva cessione di marchi storici del made in Italy all’estero".

"L’ultima -ricorda- è stata la vendita alla fine del 2014 della maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov, proprietario dei marchi Sagra e Filippo Berio al gruppo cinese Yimin, una sussidiaria del Gruppo Bright Food ma nel 2014 l'antico Pastificio Lucio Garofalo ha siglato un accordo preliminare per l'ingresso nella propria compagine azionaria, con il 52 per cento del capitale sociale, di Ebro Foods, gruppo multinazionale spagnolo che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid".

"Nello stesso anno Bertolli, Carapelli e Sasso -continua- sono entrate a far parte del fondo statunitense CVC Capital Partners, che lo ha 'strappato' al gruppo spagnolo Sos. Nel 2013 c’è stata la cessione da parte della società Averna dell’intero capitale dell’azienda piemontese Pernigotti al gruppo turco Toksoz, ma si è anche verificato il passaggio di mano del 25 per cento della proprietà del riso Scotti ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods".

"Nel 2012 la Princes Limited (Princes), una controllata dalla giapponese Mitsubishi, ha siglato -ricorda Coldiretti- un contratto con AR Industrie Alimentari spa, leader italiana nella produzione di pelati, per creare una nuova società denominata Princes Industrie Alimentari srl, controllata al 51% dalla Princes, mentre il marchio Star passa definitivamente in mano spagnola con il gruppo Agrolimen che ha aumentato la propria partecipazione in Gallina Blanca Star al 75%".

"E' volata in Inghilterra -sottolinea Coldiretti- la Eskigel che produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione (Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop). Nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70% dell'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vodka Russki Standard; la francese Lactalis è stata, invece protagonista dell’operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto controllo transalpino; il 49% di Eridania Italia spa operante nello zucchero è stato acquisito dalla francese Cristalalco Sas e la Fiorucci salumi è passata alla spagnola Campofrio Food Group, la quale ha ora in corso una ristrutturazione degli impianti di lavorazione a Pomezia che sta mettendo a rischio numerosi posti di lavoro".

"Nel 2010 - continua ancora - il 27% del gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni Industria Casearia spa fondata nel 1823 che vende tra l’altro Parmigiano Reggiano e Grana Padano è stato acquisito dalla francese Bongrain Europe Sas e la Boschetti Alimentare spa, che produce confetture dal 1981, è diventata di proprietà della francese Financière Lubersac che ne detiene il 95%".

"L’anno precedente - fa notare - nel 2009 è iniziata la cessione di quote della Del Verde industrie alimentari spa che è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl, la quale fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata. Nel 2008 è iniziata la cessione di Rigamonti salumificio spa, divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International, mentre la Orzo Bimbo è stata acquisita dalla francese Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis".

E ancora, "nel 2006 la Galbani era entrata in orbita Lactalis, ma lo stesso anno gli spagnoli hanno messo le mani pure sulla Carapelli, dopo aver incamerato anche la Sasso appena dodici mesi prima. Nel 2005 la francese Andros aveva acquisito le Fattorie Scaldasole, che in realtà parlavano straniero già dal 1985, con la vendita alla Heinz".

"Nel 2003 hanno cambiato bandiera - ricorda Coldiretti - anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller, e Invernizzi, di proprietà dal 1985 della Kraft e ora finita alla Lactalis. Negli anni Novanta erano state Locatelli e San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè, anche se poi la prima era stata 'girata' alla solita Lactalis (1998)".

"Nel 1995 la Stock, venduta alla tedesca Eckes A.G, è stata acquisita -avverte- nel 2007 dagli americani della Oaktree Capital Management, che lo scorso anno hanno chiuso lo storico stabilimento di Trieste per trasferire la produzione in Repubblica Ceca. La stessa Nestlè possedeva già dal 1993 il marchio Antica gelateria del Corso e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina".

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