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FinTech Europa: nei primi sei mesi 2021 più investimenti che in tutto il 2020

21 giugno 2021 | 06.31
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Con oltre 43 miliardi di euro da gennaio a oggi, il settore è in crescita costante, sostenuto anche dalle politiche comunitarie.

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- da Agendadigitale.eu

Il settore tecnologico europeo ha già attratto più investimenti rispetto a tutto il 2020. Secondo i dati Dealroom, le start-up nel continente hanno raccolto 43,8 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2021, ben oltre i 38,5 miliardi di euro investiti nel 2020. questo nonostante il numero di round di finanziamenti sia invece la metà: 2.700 nei primi sei mesi 2021, contro i 5.200 dell'anno scorso. Tra i finanziamenti maggiori del periodo, la società svedese di buy now pay later Klarna ha raccolto oltre 1,6 miliardi di dollari in due round di finanziamenti per una valutazione complessiva di 45,6 miliardi di dollari che ne fa la fintech privata a più alto valore in Europa e la seconda sul piano globale. L'app tedesca per il trading Trade Republic ha incassato 900 milioni di dollari in una raccolta fondi di maggio mentre la britannica Checkout.com ha raccolto 450 milioni di dollari a gennaio.

Il periodo di crisi connesso alla pandemia ha in sostanza lanciato ulteriormente il settore, così come spiegato anche dal CEO di Checkout.com Guillaume Pousaz: “Quando c'è un grande cambiamento e una trasformazione nella società, è il momento in cui si vede l'emergere di molte nuove start-up”. Lo stesso presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di puntare alla creazione di almeno 10 aziende tecnologiche in Europa dal valore di oltre 100 miliardi di euro entro il 2030. La prossima generazione di giganti della tecnologia dovrà tenere conto della necessità di costruire una nuova riconfigurazione nelle agevolazioni e nei crediti d'imposta alle imprese per investire in start-up e nei cambiamenti normativi che possono essere apportati per adeguarsi alle innovazioni del settore.

il commissario della Consob Paolo Ciocca, parlando di fronte alla Commissione Finanze della Camera dei deputati ha recentemente evidenziato come il pacchetto Ue sulla finanza digitale sia il primo tentativo di regolamentazione di questo settore a livello comunitario: “La trasformazione digitale comporta l’affacciarsi sul mercato finanziario di nuovi player globali/regionali, alcuni dei quali nati come fornitori di servizi tecnologici. Si prospetta un aumento della pressione competitiva sugli operatori tradizionali, insieme a un miglioramento della capacità di valorizzazione dei dati e di rendere più semplici ed efficienti i processi. Si prospettano altresì nuove forme di raccolta di capitali e possibili diverse configurazioni del mercato. Sono convinto che questa apertura verso l’innovazione dei modelli di business andrebbe orientata a beneficio dei consumatori e della crescita reale”. E, ancora, “Le proposte legislative in discussione fanno parte di un complessivo pacchetto che va compreso nella sua unitarietà. Le iniziative sono infatti parte di un’unica strategia che risponde all’esigenza di capitalizzare le opportunità e al contempo gestire i rischi che promanano dall’applicazione delle più recenti innovazioni digitali al mercato finanziario. Tra gli aspetti di maggior rilievo vi è il fenomeno della frammentazione delle catene del valore. Diversi attori intervengono in questa catena, provenienti da settori regolamentati e non, nonché da aree geografiche diverse (Europa ed oltre), soggetti quindi a discipline differenti; ciò richiede un ripensamento su come salvaguardare l’integrità, la stabilità, la concorrenza leale e la sicurezza dei dati”.

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