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Giornalisti: motivazioni archiviazione Leoni, 'no elementi su diffusione numero giudice Bologna'

12 aprile 2021 | 16.47
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Il presidente della Corte d'Assise di Bologna Michele Leoni "ha precisato di non essersi sentito molestato, e di conseguenza neanche minacciato, dalla telefonata fattagli" dal cronista del Secolo d'Italia Silvio Leoni. Lo scrive il pm di Ancona Irene Bilotta nella richiesta di archiviazione, poi accolta dal gip Carlo Masini, per il giornalista finito indagato per minacce aggravate e accesso abusivo ad un sistema informatico - con tanto di perquisizione e sequestro del cellulare - dopo aver telefonato al presidente della Corte d'Assise di Bologna Leoni chiedendogli un'intervista sul processo riguardante la strage di Bologna.

Il giudice Leoni, si legge nel provvedimento, assunto a sommarie informazioni "ha invece richiamato l’attenzione sul reato di cui all’art. 167 del d.lgs. n. 196 del 2003 (trattamento illecito di dati, ndr), a suo parere integrato per la rivelazione del suo numero di telefono cellulare, che teneva riservato a conoscenti ed amici, e che invece era stato utilizzato dal giornalista per contattarlo".

Su questo fronte il pm spiega di aver "disposto molteplici attività volte ad identificare chi possa avere fornito il numero di cellulare al giornalista, ed anche a verificare se il giornalista io abbia a sua volta diffuso nella sua cerchia di conoscenti", sottolineando che "dalle approfondite ricerche, svolte anche sul telefono cellulare del giornalista, non è emerso alcun elemento per identificare chi gli ha fornito il numero, né su di un’eventuale diffusione dello stesso numero ai suoi contatti". Da qui la richiesta di archiviazione accolta dal gip.

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