cerca CERCA
Lunedì 06 Dicembre 2021
Aggiornato: 03:05
Temi caldi

Violenza su donne: combattenti curde, lottiamo contro egemonia maschile

24 novembre 2014 | 12.50
LETTURA: 3 minuti

alternate text

La loro non è solo una lotta contro lo Stato Islamcio (Is), ma anche per la liberazione delle donne in ogni luogo. E' così che le combattenti curde che fanno parte delle YPJ (l'Unità di Protezione delle Donne) e che combattono i jihadisti a Kobane, in Siria, intervengono a proposito della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne in programma domani. ''La nostra lotta è contro l'egemonia maschile. Organizziamoci'', hanno detto in un appello rivolto alle donne nel mondo, e in Kurdistan in particolare, perché partecipino alle manifestazioni in programma per domani, ad esempio ad Amed (nome curdo per Diyarbakir), Wan (Van) e Colemerg (in arabo Hakkeri) nel Nord del Kurdistan.

Dalya Omer, esponente del Consiglio del Movimento Democratico della Società di Rovaja, ha affermato che la battaglia condotta a Kobane sotto la leadership delle YPJ è anche una lotta contro la mentalità dell'egemonia maschilista. ''Stiamo facendo appello alle donne in ogni luogo affinché si uniscano per combattere contro ogni forma di violenza contro le donne, allo stesso modo in cui le donne curde si sono unite per combattere contro gli attacchi dell'Is. Ringraziamo tutti coloro che stanno resistendo contro questa violenza'', ha detto.

Zilan, una combattente curda che per anni ha sostenuto le donne vittime di abusi, ha affermato che ''quello che si sta sperimentando qui (a Kobane, ndr) è l'emergere di una rappresentanza delle donne e della loro volontà. Questo è il principio su cui noi conduciamo la nostra lotta. La guerra condotta contro le YPJ qui, infatti, rappresenta la stessa guerra condotta contro le donne in ogni parte del mondo. Gli attacchi dell'Is sono progettati per spezzare la volontà delle donne''. Zilan ha quindi invitato le donne di tutto il mondo a commemorare il 25 novembre: ''Faccio appello a ciascuno affinché prenda parte attiva in questa mobilitazione e metta la causa delle donne in prima linea''.

Agiri Yilmaz, altra combattente curda, ha detto che ''secondo la mentalità dell'Is le donne sono incapaci. Non possono combattere. Tuttavia, quando sentono le grida e i richiami delle donne delle YPJ lasciano le loro posizioni e le loro armi e scappano. Hanno paura di combattere contro le donne. Dicono a loro stessi 'Che muoia combattendo un uomo, ma non una donna!'''. Rivolgendosi non solo alle curde, ma a tutte le donne Yilmaz ha chiarito che domani ''è il nostro giorno. Se non ci mobilitiamo, allora, tutta la nostra fatica sarà vana. Non amiamo le armi e non vogliamo essere riconosciute o identificate attraverso le armi. Siamo appassionate delle nostre idee, della nostra libertà''.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza