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Giornata vittime Covid, Draghi a Bergamo: "Stato c'è e ci sarà"

18 marzo 2021 | 10.01
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Bandiere a mezz'asta in tutta Italia. Il sindaco Gori: "Vogliamo essere città della rinascita"

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"Oggi è una giornata piena di tristezza ma anche piena di speranza, vorrei che tutti voi mi sentiste vicini nella tristezza e nella speranza. Lo stato c'è e ci sarà". Così, rivolto al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il premier Mario Draghi, intervenendo a Bergamo, al parco Martin Lutero alla Trucca, all'inaugurazione del Bosco della Memoria in ricordo delle oltre centomila vittime italiane nel Giorno della memoria.

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Draghi ha assistito prima alla deposizione di una corona d’alloro al Cimitero monumentale di Bergamo. Nel corso della cerimonia è stata letta una poesia di Ernesto Olivero, incisa sulla stele. "Questo bosco non racchiude solo la memoria delle tante vittime cui va oggi il nostro pensiero commosso. Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione. Lo testimoniò già, con la sua presenza alla commemorazione del 28 giugno al Cimitero Monumentale, il Presidente della Repubblica. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo bosco della memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto", ha detto ancora Draghi che ha assistito alla piantumazione di un albero di tiglio al parco della Trucca. L’albero è uno dei primi cento che daranno vita al Bosco della memoria, che sarà composto da 850 alberi. La piantumazione è stata accompagnata dalla tromba di Paolo Fresu.

"Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più", ha detto poi il premier sottolineando: "Siamo qui per celebrare il ricordo perché la memoria di ciò che è accaduto nella primavera dello scorso anno non si appanni. Ricordare ci aiuta a fare buone scelte per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia del lavoro dei cittadini". "In questa città non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare o conoscente colpito dal virus. Cari bergamaschi, avete vissuto giorni terribili in cui non vi era nemmeno il tempo di piangere i vostri cari, di salutarli e accompagnarli per l’ultima volta. Sono tante le immagini di questa tragedia, che hanno colpito tutti, in Italia e nel mondo. Una su tutte è indelebile: la colonna di camion militari carichi di bare. Era la sera del 18 marzo, esattamente un anno fa", ha ricordato il presidente del Consiglio.

"Ricordare - incalza il premier - i tanti e magnifici esempi di 'operatori del bene' espressi nell’emergenza da questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio. Vorrei ricordare gli operatori dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. In questi mesi hanno dato un contributo straordinario di professionalità e di dedizione, spesso pagato con la vita". "Vorrei ricordare il miracolo - e non si può definire diversamente - dell’ospedale da campo della Fiera di Bergamo. Allestito in pochi giorni dagli Alpini, dalla Protezione Civile e dagli artigiani volontari. E sostenuto dalla grande generosità dei cittadini bergamaschi. Il sindaco Giorgio Gori ricorda nel suo libro - che ha come titolo 'Riscatto' - anche i mille volontari, ragazze e ragazzi, che hanno aiutato le persone in difficoltà. Il sindaco li ha chiamati, a ragione, i “nuovi mille” di Bergamo. In tutta Italia sono tantissimi i protagonisti silenziosi di questa rete di solidarietà", ha rimarcato il premier.

Dopo essere stata "simbolo" della prima fase della pandemia "Bergamo vuole essere anche la città simbolo della rinascita", ha detto dal canto suo il sindaco della città Giorgio Gori, parlando alla cerimonia. "Il Bosco che oggi inauguriamo è un messaggio di positività e di speranza che da Bergamo rivolgiamo a tutto il nostro Paese, ancora impegnato nella lotta contro il Covid e alle prese con le vaccinazioni cui affidiamo l’aspettativa di veder finalmente conclusa questa terribile prova", ha continuato. "La tenacia e l’operosità della gente bergamasca, tradotte in mille gesti di solidarietà nei momenti più tragici della pandemia, la scorsa primavera, definiscono lo spirito con cui vogliamo ripartire e contribuire a determinare il futuro nella nostra comunità e del nostro Paese", ha sottolineato Gori. Il Bosco della Memoria "nasce a pochi passi dall’Ospedale Papa Giovanni, il principale presidio sanitario di questa provincia, trasformato dalla scorsa primavera in una trincea della lotta contro il virus, dove ancora oggi decine di persone contagiate sono ricoverate in gravi condizioni, dove tanti hanno purtroppo perso la loro battaglia, ma molti di più sono stati tratti in salvo grazie alle capacità e alla straordinaria abnegazione di medici, infermieri e personale sanitario. E’ impossibile onorare chi non c’è più senza dire ‘grazie’ a chi ha consentito che tanti avessero salva la vita", ha sottolineato Gori.

"‘Bergamo mola mìa’, Bergamo non arrenderti, è stato lo slogan che ci ha accompagnato nei momenti più duri. Bergamo non ha mai mollato, siamo qui a testimoniarlo. Ma questo è anche l’invito che attraverso Lei rivolgiamo a tutti gli italiani, nel ricordo commosso dei nostri amici che non ci sono più: ‘Mola mìa’, teniamo duro, e lavoriamo insieme per costruire un futuro migliore", ha detto ancora Gori. "La sua presenza qui, signor Presidente del Consiglio, ci fa sentire che lo Stato c’è e che vuole manifestarci la sua vicinanza. Il 28 giugno scorso la partecipazione del Presidente Mattarella al Requiem che dedicammo a queste stesse vittime del Covid, fu per noi come una carezza dopo quattro mesi di dolore. Oggi la sua presenza ci comunica fiducia", ha continuato. Rivolto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, Gori ha detto che il bosco "è anche un simbolo di speranza. Bergamo si è trovata suo malgrado ad essere l’epicentro della prima ondata della pandemia in Europa, tanto da diventare la città simbolo della tragedia che ha segnato la primavera del 2020. Il 18 marzo è il giorno dei camion di Bergamo, di quello straziante corteo di mezzi militari che trasportavano in altre città le salme dei nostri concittadini, troppe perché fossimo in grado di accompagnarle tutte alla cremazione".

"Confidiamo in una gestione efficiente della campagna vaccinale, nel sostegno tempestivo e adeguato alle famiglie, alle categorie e alle imprese penalizzate dalle misure di contenimento dell’epidemia e nel miglior uso delle risorse dedicate dall’Europa al rilancio del nostro Paese", ha concluso.

Presenti all’inaugurazione del Bosco della Memoria anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il presidente della provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, il prefetto Enrico Ricci, e il rappresentante del comitato delle vittime Noi denunceremo, Luca Fusco.al Parco Martin Lutero alla Trucca si svolgerà l’inaugurazione del Bosco della Memoria con la cerimonia per la messa a dimora dei primi 100 alberi. Durante la commemorazione sono previsti saluti e interventi istituzionali.

Le iniziative e le cerimonie andranno in scena in tutta Italia. Il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, ha inviato una lettera a tutti i sindaci italiani perché partecipino con un minuto di silenzio da osservare alle 11, in concomitanza con l’arrivo a Bergamo del presidente del Consiglio, al cospetto della bandiera italiana a mezz’asta.

Bandiere a mezz'asta al Quirinale. Dal palazzo della presidenza della Repubblica arrivano le immagini delle bandiere a lutto nella Giornata della memoria che ricordano le persone che hanno perso la vita a causa del Coronavirus. E "su iniziativa del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, oggi, giovedì 18 marzo, i presidenti delle commissioni rispetteranno un minuto di silenzio all'inizio delle attività parlamentari in ricordo delle vittime della pandemia Covid. Il Senato terrà le bandiere a mezz'asta e tutti i dipendenti rispetteranno un momento di silenzio alle ore 12", si legge in un comunicato dell'ufficio stampa di palazzo Madama.

Mattarella ha promulgato legge su Giornata nazionale in memoria vittime covid

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato questa mattina la legge approvata ieri dal Parlamento che istituisce la "Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell'epidemia da coronavirus" che verrà celebrata il 18 marzo di ogni anno. Lo rende noto il Quirinale.

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