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Green pass Italia, basterà prima dose vaccino?

19 giugno 2021 | 06.53
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La variante Delta potrebbe portare ad una modifica delle norme

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Per avere il green pass covid basta la prima dose di vaccino o servirà anche la seconda? Alle domande canoniche sul pass verde -come averlo? Chi lo rilascia? A cosa serve?- rischia di aggiungersene un'altra, per colpa in particolare della variante Delta. "Sono sicuro che ci sarà una revisione", dice il professor Sergio Abrignani, immunologo dell'università Statale di Milano e componente del Cts, a Otto e mezzo. "Il green pass è stato discusso 2 mesi fa, stiamo navigando in un mare che non conosciamo", dice. Il premier Mario Draghi ha firmato il 17 giugno nuovo Dpcm che definisce le modalità di rilascio della certificazione verde. Il green pass viene rilasciato ai vaccinati, a chi è guarito dal covid negli ultimi 6 mesi e a chi si è sottoposto ad un tampone negativo nelle ultime 48 ore.

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"Fino a 15 giorni, sapevamo che tutte le varianti erano coperte al 70% già con una dose e al 90% con" due dosi dei "migliori vaccini. Dieci giorni fa abbiamo scoperto che con la variante Delta non è così, sono sicuro che ci sarà una revisione. Sta avvenendo ora, stiamo navigando un mare ignoto", dice Abrignani prospettando la possibilità di una modifica dei parametri.

La Certificazione verde covid-19 può essere richiesta nel nostro Paese per partecipare a eventi pubblici, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione". Regioni e Province autonome possono prevedere altri utilizzi del green pass che dall'1 luglio sarà valido anche come 'EU digital Covid certificate' - il green pass europeo- e renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell'Unione europea e dell’area Schengen.

Il tema del giorno è il via libera alla vaccinazione completa AstraZeneca anche con la seconda dose. Draghi ha spiegato che il vaccino, indicato per gli over 60, può essere somministrato anche gli under 60 che abbiano ricevuto la prima dose e che non vogliano ricorrere alla vaccinazione eterologa. "Noi abbiamo sempre dato un suggerimento di raccomandazione. Il nostro verbale è pubblico, è stato allegato anche alla circolare del ministero della Salute: c’è scritto esattamente cosa abbiamo raccomandato alle autorità sanitarie", dice Abrignani ricordando la posizione del Cts. "Nel nostro verbale non c'è scritto che è vietato fare una seconda dose con AstraZeneca se si ha meno di 60 anni: quella di fare una seconda dose con vaccino mRNA è una raccomandazione, basata sui dati della Gran Bretagna e seguendo il principio di massima cautela", ribadisce.

Al Cts, in queste ore, Draghi sottoporrà il tema delle mascherine: quando sarà possibile eliminare l'obbligo all'aperto? "Posso dire il mio parere personale, ma dobbiamo ancora riunirci e discutere. L’Europa si muove abbastanza in sintonia, immagino che ci allineeremo. Io però sono un immunologo, non sono esperto di spazi di sicurezza, ascolterò i miei colleghi nel Cts che sono esperti di sanità pubblica e di igiene".

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