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Turchia: gruppo marxista rivendica attentato Istanbul, contro corruzione Akp

07 gennaio 2015 | 09.26
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Il Partito-Fronte rivoluzionario popolare di liberazione (Dhkp-c) di ispirazione leninista-marxista e fuorilegge in Turchia ha rivendicato con un comunicato pubblicato oggi sul proprio sito Internet l'attentato sferrato ieri da una kamikaze, indicata come Elif Sultan Kalsen, nel cuore di Istanbul e costato la vita a un poliziotto. L'attentato kamikaze di ieri, si legge nella rivendicazione, era mirato a far pagare al Partito dell'Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan il prezzo della corruzione dopo che lunedì per quattro ex ministri a processo è stato disposto il non luogo a procedere.

''La nostra combattente ha condotto un'azione sacrificale nella sede della polizia del turismo a Sultanahmet'', recita il comunicato. Considerata un'organizzazione terroristica anche da Unione Europea e Stati Uniti oltre che dalla Turchia, il Dhkp-c la scorsa settimana aveva detto che il primo gennaio uno dei suoi uomini aveva lanciato una bomba a mano contro una pattuglia della polizia a guardia del palazzo Dolmabahce a Istanbul.

Come anche dopo l'attentato del primo gennaio, il Dhkp-c ha detto che l'attacco di ieri a Istanbul è stato una rappresaglia per la morte di Berkin Elvan, il giovane manifestante deceduto a marzo 2014 dopo 269 giorni in coma dopo essere stato ferito ad Ankara da un poliziotto durante le proteste anti governative del maggio-giugno 2013.

Lo scorso anno il Dhkp-c ha condotto una serie di attacchi in Turchia e all'estero. A febbraio del 2013 ha rivendicato un attentato kamikaze contro l'ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara nel quale è rimasta uccisa una guardia della sicurezza.

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