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Tv: il cinico Rocco Schiavone approda su Rai2 con il volto di Marco Giallini

07 novembre 2016 | 18.09
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Personaggio irriverente, al limite della legalità, si fa le canne, è cinico, sboccato e violento anche verbalmente, ma possiede un suo personalissimo, non per questo meno profondo, senso etico e morale. E soprattutto un grande talento nel condurre le indagini e risolvere anche i casi più complicati. E' Rocco Schiavone, uscito dalla penna di Antonio Manzini che, interpretato da Marco Giallini, è protagonista di una serie tv coprodotta da Rai Fiction-Cross Production in collaborazione con Beta Film. Sei prime serate su Rai2 a partire da mercoledì prossimo, e poi il venerdì dall'11 novembre.

'Rocco Schiavone', con la regia di Michele Soavi, è il frutto della riduzione dei romanzi 'Pista Nera', 'La costola di Adamo', 'Non è stagione' ed 'Era di maggio', e dei racconti brevi 'L'anello mancante' e 'Castore e Polluce' (tutti editi da Sellerio) di Manzini, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Maurizio Careddu. Una serie che "rappresenta un importante traguardo per Rai Fiction, quello di aver realizzato un nuovo racconto 'crime' contemporaneo, moderno sotto il profilo visivo, che nasce internazionale" e "che segna il ritorno della grande fiction su Rai2", afferma la direttrice Eleonora Andreatta.

"Un progetto strategico - aggiunge - grazie anche al suo protagonista scorretto, irregolare, fortemente connotato, capace di imprimersi nel sistema di attese di un pubblico desideroso di essere sorpreso, incuriosito e spiazzato". Un poliziotto "con chiaroscuri che appartengono ai personaggi memorabili della migliore serialità internazionale".

In realtà 'Rocco Schiavone' non è ancora stato venduto, ma è stato ben accolto da parecchi acquirenti all'estero i quali però aspettano di vederlo uscire. "Non so se questa serie sarà venduta, ma il mercato della fiction si costruisce con molti prodotti e 'Rocco Schiavone' ricolloca l'Italia su un mercato che negli ultimi anni è stato di dominio francese", afferma la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana, per la quale "la fiction è generatore di cultura ed è importante che in questo l'Italia sia in prima fila".

Dallatana inoltre evidenzia come la missione della seconda rete, "che si sta popolando di personaggi molto speciali come Mika e Schiavone, sia anche quella di riportare la fiction. E questa serie - rimarca - è esattamente nell'ideale di riposizionamento di Rai2 per la sua visione del mondo fuori dagli schemi, con personaggi molto raffinati che vanno oltre il genere poliziesco 'tout-court', con una componente emotiva di grande delicatezza che, senza dubbio, riuscirà a parlare anche al pubblico femminile".

"Schiavone è un disgraziato, un poliziotto che ruba, antidemocratico e con una sua personalissima etica, eppure lo fanno sulla Rai", chiosa Manzini, sottolineando che "se non si facesse le canne andrebbe su Rai1, con le canne va su Rai2, su Rai3 non oso immaginare, senza parlare di come sarebbe su Rai4...". Rai2 "è una rete che ci ha lasciato molta libertà, anche se ho sentito la responsabilità di una fonte letteraria così forte", afferma Soavi. E la polizia ha letto la sceneggiatura? "L'ha letta e ha mostrato rispetto per l'opera letteraria. Ovviamente non ha dato il patrocinio", ironizza Andreatta.

Quanto alla possibilità di una seconda serie, nessuno si sbilancia e Manzini scherza: "E' rimasto un solo romanzo non utilizzato per la sceneggiatura di questa fiction. Non mi preoccupa che la Rai mi chieda di continuare, tanto ho già Sellerio che mi pressa". La fiction è girata ad Aosta, dove il vicequestore della Polizia, Schiavone, è stato trasferito per motivi disciplinari: "Schiavone è un personaggio anarchico che ha capito che la vita eterna non esiste e che si deve morire", spiega il protagonista Giallini, che confessa una grande passione per il noir trasmessagli dal padre "che vedeva tutti i film ma non ricordava i nomi degli attori".

E sottolinea di "avere avuto molta libertà nel girare, la stessa che c'è nel cinema. Fare fiction però è più veloce. E anche stimolante - scherza - perché devi prendere molti caffè per stimolarti, visto che si dormiva poco e si facevano tante notti sul set...".

La serie vede nel cast, oltre a Giallini, Isabella Ragonese, Ernesto D'Argenio, Francesca Cavallin, Claudia Vismara e molti altri e si avvale della fotografia di Michele D'Attanasio, reduce dal successo di 'Lo chiamavano Jeeg Robot' di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria. "Questa serie rompe l'assioma che la tv è cazzara e il cinema è serio. E' realizzata con grande professionalità, si mangia molto cinema italiano dei nostri giorni e dimostra che la fiction è l'eccellenza di questo Paese", conclude Manzini.

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