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Libia: cugino Gheddafi, Occidente responsabile dell'instabilità Paese

31 dicembre 2014 | 14.43
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E' l'Occidente il responsabile della situazione di instabilità e insicurezza in Libia, dove milizie rivali sono impegnate in una lotta di potere dalla deposizione del regime di Muammar Gheddafi. A sostenerlo è un cugino ed ex consigliere del Colonnello, Ahmed Gaddaf al-Dam, che all'agenzia di stampa Dpa dice che ''l'Occidente ha offerto assistenza finanziaria e militare ai militanti durante la loro guerra per deporre il regime di Gheddafi. Questa assistenza è stata poi usata per trasformare tutte le città della Libia in roccaforti per terroristi''. Attualmente in Libia ci sono due parlamenti e due governi rivali, uno solo dei quali viene riconosciuto dalla comunità internazionale.

''Ora il Paese non ha né un esercito, né una polizia. Le armi sono nelle mani di tutti e lo sconfitto numero uno è la Libia'', ha detto Gaddaf al-Dam, 64 anni, un tempo coordinatore delle relazioni tra Egitto e Libia sotto Gheddafi. ''La gente ha iniziato a rimpiangere i giorni di Gheddafi dopo tutti i guai e il caos che hanno visto negli ultimi anni'', ha detto.

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