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Musei: al MAXXI due incontri e workshop dedicati all'arte indiana

18 giugno 2015 | 17.13
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I Raqs Media Collective

Nell’ambito della collaborazione triennale con la fondazione FIND - Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi, il MAXXI presenta a partire dal 19 giugno due incontri e un workshop dedicati all’arte contemporanea indiana, eventi che si inseriscono nel ricco programma del 'SummerMela - Roma FINDs India' (19-27 giugno 2015), festival promosso da FIND e dedicato alla cultura indiana, un'occasione unica di riflessione sulla cultura e sui linguaggi contemporanei, con artisti e personalità in residenza presso FIND.

Primo appuntamento del format 'Indialogue' domani alle 17,00 (Foyer Guido Reni, ingresso libero fino a esaurimento posti) con 'Kinetic Contemplation', incontro che vede protagonisti i Raqs Media Collective di New Delhi con Shuddhabrata Sengupta, artista e fondatore del collettivo artistico con Jeebesh Bagchi e Monica Narula. I Raqs Media Collective operano come artisti, curatori, a volte come provocatori filosofici: hanno prodotto film, curato mostre, pubblicato libri, organizzato eventi, collaborato con architetti, scrittori e direttori di teatro realizzando un nuovo metodo creativo che ha lasciato il segno nella cultura contemporanea indiana.

Si comincia con la proiezione del loro video 'Capital of Accumulation' del 2010, poi Sengupta introdurrà i temi e le ragioni della poetica che animano da vent’anni il lavoro del collettivo. Alla conversazione partecipano il regista e direttore di Asiatica Film Mediale Italo Spinelli, modera Cecilia Canziani guest curator del FIND. Introducono l’incontro Anna Mattirolo, direttore MAXXI Arte, e Riccardo Biadene, direttore artistico FIND.

Workshop 'Between Infinities' mette a confronto concetti di tempo, politica, immagini, realtà fisica e questioni filosofiche

Martedì 23 giugno nell’aula didattica del MAXXI si tiene invece 'Between Infinities', la prima giornata di un workshop rivolto ad artisti e curatori tenuto da Shuddhabrata Sengupta dei Raqs Media Collective. Prendendo spunto dalle ricerche di Raqs Media Collective, il workshop metterà i partecipanti a confronto con una serie di concetti culturali che hanno a che fare con tempo, politica, immagini, realtà fisica e questioni filosofiche. Scopo del laboratorio è ampliare l’orizzonte intellettuale e affettivo rispetto al ruolo che il tempo ricopre nelle nostre vite, sogni e pensieri. La seconda giornata del workshop si svolgerà, poi, mercoledì 24 presso la sede della Fondazione FIND a Zagarolo.

Ultimo appuntamento venerdì 26, sempre alle ore 17,00 (Foyer Guido Reni, ingresso libero fino a esaurimento posti) con il secondo incontro di 'Indialogue' che vede protagonisti gli artisti Anju Dodiya e Atul Dodiya, una coppia nella vita, ma dalle pratiche artistiche molto diverse. I due racconteranno in un doppio intervento - Anju in 'The colour of the doubt' e Atul in 'Hammerhead and butterflies' - cosa significa essere un artista oggi in un mondo in continuo cambiamento e quali sono i riferimenti, i dialoghi e gli incontri con altri linguaggi che caratterizzano il loro lavoro.

L’arte di Anju Dodiya è caratterizzata da un raffinato simbolismo che nasce dalle influenze più disparate che vanno dal Rinascimento italiano, il cinema di Ingmar Bergman, alle tappezzerie medievali francesi e esplora la nozione di identità. Il lavoro di Atul Dodiya con i suoi dipinti e assemblages, attraversa invece temi della politica e della storia dell’arte, collegando memoria storica e esperienze personali. Con entrambi gli artisti si confronterà Zasha Colah, curatrice indiana e direttore di 'Clark House Inititiave Mumbai'.

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