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Il rendering 3D parla italiano nei progetti delle case extralusso

30 dicembre 2021 | 13.21
LETTURA: 4 minuti

L'eccellenza made in Italy, attraverso le più moderne tecnologie, è riconosciuta come sinonimo di eleganza, bellezza e raffinatezza. Cristian Aiselli di Inside Group Technology: "Fino al 2008 c'erano disegni realizzati a mano che lasciavano ampi spazi all’immaginazione. Oggi la simulazione si è evoluta al punto da essere così reale da sembrare vera. E noi italiani sappiamo soddisfare ogni desiderio"

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Una casa con oltre 400 persone a servizio e un corridoio di due chilometri utilizzato come pista da jogging. Un'altra con uno scivolo che partendo dalla camera da letto finisce al piano sottostante dove è alloggiata una piscina interna. Le abitazioni extralusso delle persone ricche del mondo sono realizzate e arredate per soddisfare le esigenze o i capricci di chi non ha limiti di spesa. Che si parli di una vasca da bagno da un milione di euro, un divano da 200 mila dollari o una hall da mille metri quadrati tutto diventa possibile. Ma soprattutto, le magioni dei multi milionari, principi, emiri, capi di Stato e regine hanno spesso un denominatore comune: sono progettate e disegnate dagli italiani, anche grazie alle più moderne tecnologie del rendering 3D, perché l’eccellenza del made in Italy è riconosciuta come sinonimo di lusso, bellezza, eleganza e raffinatezza.

"La cosa più incredibile che mi sia capitata - racconta Cristian Aiselli, amministratore unico di Inside Group Technology - è che un giorno, venne da me un emiro arabo e mi chiese di realizzare un progetto d’interiors per un suo palazzo e questo comprendeva un corridoio che univa due palazzi di sua proprietà. Guardo la piantina e mi rendo conto che quella struttura aveva una lunghezza di due chilometri e penso subito a un errore. Mi confermano invece che errore non è ed in effetti, guardando meglio, comprendo la maestosità degli edifici al cui servizio vi erano addirittura 400 persone. Non era un’inesattezza e oggi quel corridoio, che abbiamo realizzato, è usato dall’emiro e dai suoi amici come pista da jogging".

"Prima del Rendering e fino al 2008 – spiega ancora Aiselli - gli architetti o gli interior designers mostravano ai propri clienti i lavori attraverso dei disegni realizzati a mano con la tecnica dell’acquarello o del carboncino che però lasciavano ampi spazi all’immaginazione, non essendo perfettamente realistici. Il rendering 3D, invece, negli ultimi venti anni ha fatto passi da gigante e la simulazione dei progetti si è evoluta al punto da essere così reale da sembrare vera".

Grazie alle nuove tecnologie, quindi, si è passati dal fotorealismo all’iperrealismo, dalla staticità di un bozzetto al coinvolgimento esperienziale di un’immagine. Il rendering 3D deve rispettare delle regole fondamentali, come la precisione e la morbidezza delle geometrie per dare autenticità, i chiaroscuri per determinare la profondità, il riverbero della luce sulle superfici per trasmettere le percezioni tattili. "Un rendering – prosegue Aiselli - non deve soltanto rappresentare una scenografia in tre dimensioni ma deve trasmettere al cliente le stesse emozioni che proverebbe se l’oggetto in questione esistesse realmente".

"Nel mondo del vero lusso – continua Aiselli – è evidente che i materiali debbano essere sempre di assoluto pregio ma quello che conta più di ogni altra cosa è l’esclusività e l’unicità di ogni singolo oggetto. Parliamo di abitazioni che vengono realizzate senza limiti di spesa e il prezzo è relativo, direi ininfluente. Quello che dobbiamo presentare e trasmettere loro è l’eccellenza del prodotto che sia una vasca da bagno da un milione di euro, realizzata in cristallo di rocca, oppure dei divani custom intagliati, del valore di 200.000 ciascuno".

E poi i ricchi, quando si tratta di case, possono essere anche particolarmente 'capricciosi' o bizzarri. "Una ricchissima signora del Kazakistan – racconta ancora l’interior designer - amava così tanto i gatti che nella sua camera da letto di ben 120 metri quadrati, mi chiese che le finiture del suo letto fossero identiche a quelle della cuccia del suo amato quadrupede. Ma non solo, volle che le realizzassi tutta l’oggettistica della stanza, compresi i quadri appesi alle pareti, con dei temi che fossero ricondotti ai felini perché la loro visione la rendeva serena. A quel punto, all’interno della cuccia del suo gatto, inserii la raffigurazione di un piccolo micetto. Qualche giorno dopo la signora mi chiese la razza di quel gatto e mi disse: 'non voglio nessuno sconto su tutto il progetto che mi sta realizzando ma dovrà regalarmi un animale identico e quello che mi ha realizzato in 3D'. Cosa che abbiamo fatto. Piccoli, grandi vezzi che dimostrano come noi italiani riusciamo a soddisfare, con gusto e professionalità, ogni desiderio. Anche il più curioso", conclude.

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