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Immigrati: ambasciatore Libia presso S.Sede, ripartire da accordo Gheddafi

07 maggio 2015 | 16.08
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Per fermare le stragi di migranti nel Mediterraneo occorre "ripartire dall'accordo tra il governo italiano e il regime di Gheddafi". Lo sostiene l'ambasciatore libico presso la Santa Sede, Mustafa Ali Rugibani, in un'intervista ad Aki Adnkronos International.

"Noi accettiamo l'accordo raggiunto con Gheddafi e lo vogliamo rispettare. Cominciano da questa base e poi pensiamo a come eventualmente migliorare l'intesa", afferma Rugibani, secondo cui "non ha senso iniziare un'altra storia", dato che nell'accordo del 2008 tra Italia e Libia "sono già decisi nel dettaglio i modi di intervento" per fermare l'immigrazione clandestina.

In questa fase - sottolinea l'ambasciatore - l'Italia "può aiutare la Libia", in particolare "appoggiando al 100% il governo legittimo (di Tobruk, ndr), non facendo finta", e sostenendo la ricostruzione delle forze armate. "La Nato (durante l'operazione lanciata nel 2011, ndr) ha distrutto tutti i radar, abbiamo bisogno del vostro aiuto per ricostruire le infrastrutture. Vogliamo pagare, non abbiamo problemi di soldi", precisa Rugibani, evidenziando come "Egitto ed Emirati stanno già fornendo armi alle forze armate".

Riferendosi che ci sono ancora "possibilità" per la nascita di un governo di unità nazionale, l'ambasciatore spiega che la popolazione "soffre" per "colpa dell'Europa che l'ha dimenticata" ed evidenzia che in alcuni quartieri di Tripoli oggi mancano i generi alimentari di prima necessità. "Ora che il regime è finito - conclude - serve il contributo di tutti per il rilancio del paese. Dobbiamo pensare alla nuova Libia".

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