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Comunicato stampa

Imprenditoria post Covid: inerzia e paura bloccano la ripresa più del virus

29 luglio 2021 | 10.25
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Il Centro Studi Performance 4 MAN indica che il 73% dei manager è frenato dalla paura. Dato avallato dall’indagine di Milano EXE, che evidenzia come 1 imprenditore su 3, preferisca rimandare al 2022 qualsiasi tipo di investimento, assunzioni comprese.

Roma, 29 luglio 2021 - E se il “post Covid”, nell’ambito del settore imprenditoriale italiano, facesse più paura della pandemia stessa? Questo è l’interrogativo posto da due importanti realtà italiane: Milano EXE, azienda con oltre 25 anni di esperienza nel settore del recruiting e selezione di venditori in ambito commerciale, assicurativo e bancario, e il Centro Studi Performance 4 MAN, la Performance Management Company che guida aziende, imprenditori e professionisti nel miglioramento delle performance.

È ormai appurato che l’esperienza del Covid ha lasciato cicatrici profonde sulla psiche di buona parte della popolazione mondiale, modificando le abitudini di vita (lavorativa e privata) e il modo di relazionarsi con il prossimo. Sintomi e atteggiamenti in qualche modo paragonabili ai disturbi post traumatici da stress, soprattutto per quanto riguarda i problemi legati al sonno, agli attacchi di panico e alla fobia sociale, fino ad arrivare allo sviluppo di nuove paure.

Il senso di incertezza e il timore verso il futuro, stando all’indagine svota da Milano Exe, ha portato a una sorta di inerzia imprenditoriale, che ha spinto il 37% degli intervistati a mettere quasi in standby il proprio business, rimandando al 2022 (se non addirittura al 2023 per il 36% di chi preferirebbe attendere ulteriormente) investimenti, assunzioni di personale o avvio di nuove collaborazioni. Una decisione che, nel 71% dei casi, si sta rivelando controproducente, portando a uno stallo economico (49%) e persino a una perdita di fatturato (29%).

Il Centro Studi Performance 4 MAN indica che, su un campione di 480 manager e imprenditori, la paura è tra i sentimenti più ricorrenti (oltre il 73% ammette di provare emozioni di questo tipo almeno una volta al giorno). Al primo posto ci sono i timori legati alla sfera della salute (33%), alimentati anche da una comunicazione a volte poco chiara, il 26% teme per la continuità lavorativa, il 22% per la mancanza di liquidità, il 9% ha paura per i propri cari e il 10% prova angoscia all’idea di non poter far fronte agli impegni presi. Non da meno, la decisione per molti di prolungare lo smart working nonostante la possibilità, ora, di recarsi nuovamente in ufficio. il 64% temporeggia perché spaventato dal ritorno in presenza. Non tanto per il terrore di contrarre il virus quanto per il ritorno all’interazione personale (47%) e l’ansia di non essere più in grado di sostenere i ritmi imposti dalla vita da ufficio (21%).

«La paura – spiega Roberto Castaldo, Fondatore e Presidente del Centro Studi Performance 4 MAN – è una delle emozioni primarie che blocca la proattività, diventando un vero e proprio problema quando non riusciamo a visualizzare vie di uscita e scivoliamo nell’immobilismo. Prendendo tutte le precauzioni necessarie, dobbiamo iniziare ad adottare un distanziamento spaziale e non sociale. L'essere umano vive di umanità e di relazione, dobbiamo innovare il modo di relazionarci agli altri, non smettere di farlo. La parola chiave è velocità: la velocità con cui ci adattiamo alla nuova normalità, con cui usciamo fuori dalla paura e ritorniamo a essere focalizzati sulla soluzione e non sul problema. È necessario cambiare il nostro modo di pensare la socialità, ma anche il business, partendo dalla costruzione di una nuova concezione di leadership e dall’adozione di abitudini positive e costruttive».

«In economia - aggiunge Andrea Polo, CEO & Founder di Milano EXE – giocare esclusivamente in difesa non è mai una buona scelta. Per risollevare un bilancio in rosso bisogna vendere di più e, per farlo, è necessario creare quelle condizioni tali che consentano l'incontro tra domanda e offerta. Questo vuol dire che investire in azioni di marketing o per strutturare un reparto vendite più forte e maggiormente competitivo sono dei presupposti al quale non si può rinunciare, anche (e forse soprattutto) in situazioni di crisi economica e di perdita. Al contrario, chiudersi a riccio, è una scelta che potrebbe rivelarsi un vero e proprio suicidio».

Posizioni convergenti, quelle delle due aziende, confermate proprio dalle loro stesse indagini ed esperienze sul campo. I numeri forniti da Milano EXE dimostrano concretamente che gli imprenditori che hanno scelto di rafforzare la propria divisione commerciale stanno effettivamente vedendo migliorare gli affari, con una ripresa delle vendite – evidenzia Andrea Polo - di circa il 25% in più in un trimestre (con picchi anche del 50% in alcuni settori). Ovviamente, avverte Roberto Castaldo, questo non è un processo certo semplice e nemmeno immediato, ma ogni cammino inizia proprio con un primo piccolo semplice passo. La forza di volontà, aggiunge il Fondatore e Presidente del Centro Studi Performance 4 MAN, può fare davvero molto ma, in molti casi, il consiglio è quello di affidarsi a un Mental e Business Coach professionista, che saprà agevolare e velocizzare un cammino che, altrimenti, potrebbe rivelarsi tortuoso.

Ufficio stampa

Alessandro Maola

T. 3392335598

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