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Migranti: Refugees Welcome Italia, '600 le famiglie pronte a ospitare un rifugiato'

20 giugno 2019 | 14.55
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Roma la città più ospitale

di Silvia Mancinelli
Seicento famiglie italiane hanno dato disponibilità negli ultimi sei mesi a ospitare un rifugiato nell’ambito del progetto Refugees Welcome Italia. "Circa 100 al mese - fa sapere la stessa associazione - a dimostrazione di come il desiderio di aiutare chi è costretto ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti, persecuzioni o miseria rimanga forte, nonostante il clima politico non sia dei più favorevoli. Anzi, il più delle volte è proprio il desiderio di fare qualcosa di concreto in un momento così critico a spingere le persone ad iscriversi sul sito di Refugees Welcome".

"In questo periodo, molte persone ci scrivono per condividere con noi l’esigenza di fare qualcosa di concreto: vedono nell’accoglienza in famiglia una risposta, un modo per dire chiaramente da che parte si sta - afferma Fabiana Musicco, direttrice dell’associazione - È il caso, ad esempio, di Guido, Giovanna e Laura che condividono la casa e un pezzo di vita con Layla, irachena, arrivata in Italia con un corridoio umanitario dal Libano". All'associazione si è rivolto anche chi ha voluto dare un esempio concreto ai propri figli, come Camilla e Paolo che volevano fare capire ai loro figli, Vincenzo di 14 anni, Miriam di 11 e Pietro di 10, quanto siano fortunati. "Accogliere Hafsa - hanno detto alla Refugees Welcome Italia - una ragazza somala di 18 anni, è stato facile, è diventata subito un membro nella nostra pazza famiglia".

Le regioni che hanno accolto di più sono il Lazio e la Lombardia, la città più ospitale è stata Roma. Le famiglie 'accoglienti' sono principalmente coppie con figli (30% delle convivenze), seguite da persone singole (28% dei casi), da coppie senza figli (23%) e da coppie con figli adulti fuori casa (11%). "In questi ultimi sei mesi, grazie al progetto Young Together, realizzato in collaborazione con il CIR - Consiglio Italiano per i Rifugiati, con l’obiettivo di promuovere il co-housing fra giovani rifugiati e italiani under 36 - spiegano ancora dall'Associazione - sono iniziate anche le prime convivenze fra giovanissimi. Come Giulia, Tommaso e Amira, rispettivamente 27, 28 e 25 anni. 'Con Amira ci siamo trovati in sintonia fin dal primo incontro. Sappiamo che ci potrebbero essere dei momenti di difficoltà, ma non ci spaventano' ci hanno raccontato. Ha meno di 30 anni anche Annika, che divide il suo appartamento con Anna e, da maggio, con Sahal, 25 anni, della Somalia".

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