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Industria 4.0, poche donne nelle imprese digitali, solo 10% manager

22 ottobre 2016 | 14.14
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(foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Mentre avanza la rivoluzione dell'Industria 4.0, le donne segnano il passo nelle imprese digitali. In poche infatti trovano spazio e si registra un deficit di 'quote rosa' sia tra i tecnologi che tra i manager. Sono appena il 25% le impiegate in ruoli tecnico-scientifici, un gap che si allarga notevolmente quando si analizzano le posizioni ai vertici delle aziende. Nel 68% delle stesse realtà, si stima che appena il 10% delle donne raggiunge i livelli manageriali-dirigenziali.

Attualmente i ruoli ricoperti per lo più dalle donne in ambito tecnologico sono quelli di Responsabili di Area nel 48,6%, Project Manager (45,7%) e Sviluppatori-Programmatori (31,4%). A delineare la geografia delle 'quote rosa' nelle imprese digitali è una ricerca di Net Consulting, riportata da Anitec.

"L'innovazione rappresenta il maggiore potenziale di crescita per il nostro Paese. Nel mondo delle startup e dell’innovazione è molto importante il contributo delle donne che rappresenta una quota fondamentale per la creatività e lo sviluppo delle idee" commenta Cristiano Radaelli, presidente di Anitec, l'associazione confindustriale dell’Ict e dell’elettronica di consumo.

"Viviamo in un mondo sempre più multitasking, in cui rapidità delle decisioni e capacità di visione strategica giocano un ruolo fondamentale. Sono due elementi in cui la capacità di management femminile è largamente sottoutilizzata" aggiunge il presidente Anitec commentando lo scenario all'indomani dell'incontro "Donna, economia e potere", giunto alla XVII edizione e organizzato a Macerata dalla Fondazione Marisa Bellisario.

L'innovazione tecnologica "può essere la leva" per rilanciare l'industria italiana, indica Radaelli, "ma si deve innanzitutto ripensare la gestione delle risorse umane come sempre più strategica nelle decisioni aziendali e nell’allineare l’operatività agli obiettivi di business". Per questo, incalza il numero uno di Anitec, "deve crescere la valorizzazione del ruolo della donna, anche grazie agli strumenti di lavoro digitale ed a modalità di lavoro flessibile".

Lo smart working, osserva, "è un modo per ripensare globalmente e radicalmente le dinamiche del lavoro, ben oltre il concetto di conciliazione casa-lavoro e, dove realizzato, già si traduce in occasione di sviluppo di nuove opportunità professionali". Anche su questo, chiude il presidente di Anitec, il contributo femminile è certamente fondamentale e deve crescere".

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