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Tv: intellettuale snob e comico trash, Guzzanti si sdoppia in 'Dov'è Mario?'

18 maggio 2016 | 16.53
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Corrado Guzzanti con Evelina Meghnagi in una scena di 'Dov'è Mario?'

Da una parte c'è Mario Bambea, fine intellettuale progressista, dall'altra Bizio, un verace comico romano politicamente scorretto. Il secondo è in realtà l'alter ego del primo, 'democratico di giorno, razzista di notte', come gli dice l'infermiera Dragomira, la prima a scoprire la doppia personalità del protagonista di 'Dov'è Mario?', con cui Corrado Guzzanti dopo 3 anni torna sul piccolo schermo (Guarda la videointervista).

In onda dal 25 maggio su Sky Atlantic HD alle 21.10 (il primo episodio anche in chiaro su TV8), scritta dallo stesso Guzzanti con Mattia Torre (‘Boris’) e diretta da Edoardo Gabbriellini, questa serie tra commedia, thriller e ironia è un esperimento televisivo che mescola sit com e fiction, satira e tensione.

"Sono quasi commosso di vederlo finito", ha detto il comico e attore romano durante la conferenza di presentazione, ammettendo di aver "eliminato tanta di quella roba da avere in pratica già pronta una seconda stagione".

Mario Bambea, che "involontariamente" dicono Guzzanti, Torre e Gabbriellini assomiglia a Vittorio Sgarbi, è un fine intellettuale progressista che rimane vittima di un incidente stradale ed entra in coma. Al suo risveglio un'altra persona 'vive' in lui di notte: è Bizio, che inizierà una fulminante carriera in un esilarante e triviale sottobosco di comici di avanspettacolo.

Dapprima la sua trasformazione non è così lampante, e i pochi volgari guizzi che sorprendono amici e parenti vengono ricondotti alle conseguenze del trauma. Ma poi, lentamente, inizia a manifestarsi una vera e propria lacerazione tra il Bambea intellettuale e il nuovo Bizio, comico e carnale, volgarissimo, insofferente alla cultura e desideroso di vivere, di divertire e divertirsi, di mangiare e di soddisfare appetiti sessuali.

"Ci divertiva raccontare questo momento di crisi dell'intellettuale di sinistra - ha detto Guzzanti - che prima era un personaggio autorevole, molto odiato dalla destra, ridotto ora a personaggio televisivo quasi a mo' di caricatura di se stesso". "Tutto è iniziato dal personaggio di Bizio - ha sottolineato dal canto suo Mattia Torre - attorno al quale abbiamo cercato di costruire questo racconto morale ma non moralistico".

"Bizio è inizialmente esplosivo come personaggio - ha aggiunto Guzzanti - però con il passare del tempo nausea un po'. Ma non si capisce mai bene chi sia il mostro e chi il buono tra lui e Bambea". "Non so - ha poi concluso il comico e attore - perché gli intellettuali radical chic non siano mai stati toccati dalla satira. Con il loro antipatico snobismo alla fine svolgevano un ruolo e nei loro confronti c'era comunque una forma di timore reverenziale. Poi la loro esplosione in tv li ha fatti diventare salottieri. Io comunque non voglio rottamarli né colpirli, mi è solo sembrato l'opposto più eclatante a Bizio".

In questo thriller comico, prodotto per Sky da Wildside, attorno a Bambea/Bizio ruotano altri personaggi, come l'infermiera Dragomira (Evelina Meghnagi) di origini rumene con una grande passione per la poesia che ogni notte riporta a casa il suo paziente quando scappa per esibirsi sul palco del teatro Odeon. C'è Faglia (Nicola Rignanese), l’impresario ignorantissimo ex palazzinaro con pochi scrupoli e proprietario del teatro in cui si esibisce Bizio, e la sua acida assistente Cinzia (Emanuela Fanelli).

Poi c'è la gelida moglie di Mario Milly (Rosanna Gentili), scrittrice e drammaturga, che ha un'assistente, Emaciata (Lucrezia Guidone), e Muscia (Valerio Aprea), comico ormai sulla via del tramonto, da cui arriva la seria minaccia di svelare la reale identità di Bambea. E molteplici sono i volti noti che si prestano a camei all’interno della serie, da Michele Santoro a Marco Travaglio, Giovanni Floris e Virginia Raffaele in versione escort di Pomezia.

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