L'eurodeputato Sandro Gozi esorta il Labour a imputare a Nigel Farage il disastro economico causato dalla Brexit nel Regno Unito, definendola un'operazione "lose-lose".
I Laburisti britannici dovrebbero "presentare il conto" al leader di Reform Uk Nigel Farage, il 'padre' della Brexit, decisa con il referendum del 23 giugno 2016 con il 51,9% dei voti a favore, che si è rivelata una operazione "lose-lose", in perdita sia per il Regno Unito che per l'Unione Europea. A dirlo all'Adnkronos è l'eurodeputato di Renew Europe Sandro Gozi, presidente della delegazione del Parlamento Europeo all'assemblea parlamentare della partnership Ue-Regno Unito, nel decennale della consultazione popolare che ha deciso l'uscita del Regno, una delle due potenze nucleari dell'Ue di allora, dall'Unione.
La Brexit, ragiona Gozi, "è stata un'operazione lose-lose per tutti. Ci hanno perso i britannici e ci hanno perso gli europei. Ci hanno perso molto di più i britannici, che oggi si sono pentiti della decisione: oltre il 60% dei britannici ritiene che la Brexit sia stata una pessima decisione. Hanno perso in termini di commercio, in termini di esportazioni, in termini di creazione di posti di lavoro e in termini di crescita".
Per Gozi, il fallimento della Brexit è "di fronte a tutti. Ed è per questo che il governo di Keir Starmer è entrato in una nuova fase nei rapporti con l'Unione Europea, perché vuole cercare di limitare i danni principali. Ed è per questo che stiamo lavorando per attuare pienamente l'accordo di commercio e cooperazione. Sono rientrati in Erasmus Plus, sono rientrati in Horizon", il programma Ue per la ricerca, "e stiamo lavorando per rendere più fluidi i rapporti commerciali, semplificando gli standard sanitari e fitosanitari".
E poi, aggiunge Gozi, "la guerra che è tornata in Europa e il disordine mondiale hanno portato Regno Unito e Unione Europea anche a accordarsi su un nuovo quadro strategico di partenariato, di scambio di informazioni, di dialogo in materia di sicurezza e difesa". Questo "è certamente nell'interesse comune. È impossibile per noi pensare di costruire una nuova architettura di sicurezza europea senza i britannici, potenza nucleare e membro permanente del Consiglio di Sicurezza".
E' per questo che, continua, "tra l'altro, Emmanuel Macron e Keir Starmer, come abbiamo visto anche alla riunione di Londra, continuano a avere la leadership delle iniziative in materia di sicurezza. Credo che già ora dovremmo lavorare per associare il Regno Unito al mercato unico e che il Regno Unito dovrebbe essere parte attiva con noi nella costruzione di un nuovo Consiglio di Sicurezza Europeo, tra gli Stati dell'Unione Europea che lo vogliono e gli Stati non dell'Unione Europea che siano interessati".
In tutto questo, prosegue, "secondo me c'è un grave errore, evidente, che tutta la classe politica britannica ha fatto, almeno quelli che si dicono pro europei, perché non hanno presentato il conto in questi anni a Mister Disaster, Nigel Farage. Credo che dovrebbero presentargli il conto, perché è un bugiardo e le sue menzogne hanno inquinato il dibattito dal 2016, anche con un bell'aiuto da parte delle nterferente russe, e ha gravemente mentito, assieme a Boris Johnson, ai britannici".
I fautori della Brexit avevano promesso, ricorda Gozi, "trecentocinquanta milioni di sterline in più alla settimana per la sanità britannica, che non sono arrivate. Hanno promesso più posti di lavoro, che non sono arrivati. Hanno promesso che uscendo dall'Unione Europea si risolveva il problema dell'immigrazione illegale". Invece, "l'immigrazione illegale è peggiorata nel Regno Unito, non migliorata, da quando se ne sono andati. Hanno promesso un commercio molto più florido, accordi commerciali che avrebbero portato molti più punti di Pil al Regno Unito".
In questi anni il Regno Unito "ha fatto qualche accordo commerciale, ma la somma è negativa. Insomma, l'equazione è assolutamente negativa rispetto a quello che hanno perso uscendo dal mercato unico. Il fatto che un mentitore di questo genere sia ancora alto nei sondaggi nel Regno Unito è dovuto, secondo me, anche al fatto, all'errore grave, che, vuoi per paura di riaprire le ferite della Brexit, vuoi per miopia, vuoi perché non si pensava che diventasse così evidente a tutti il costo della Brexit", si è evitato di 'presentare il conto' a Farage. E "credo sia stato un errore".
"E credo - insiste Gozi - che i nostri colleghi britannici dovrebbero presentare il conto del disastro al signor Disastro. Se continuano invece" e a consentirgli di "farla franca, se continuano a farla franca personaggi come Nigel Farage, si troveranno dei Farage o dei personaggi ancora peggiori sempre sul loro cammino".
"Finora, secondo me - aggiunge Gozi - in tanti a Westminster hanno sbagliato strategia nei confronti di Farage. Certo, bisogna lottare contro le cause del nazionalismo, ma bisogna anche lottare contro le menzogne dei populisti e dei nazionalisti come Farage. Il fatto che non sia stata fatta una campagna in cui, ventiquattro ore al giorno, sei giorni su sette, si ricorda che tanti dei problemi che oggi il Regno Unito vede aggravati sono stati aggravati dalla Brexit, secondo me è stato un errore. C'è ancora il tempo per farlo ed è bene che Farage sia messo di fronte alle sue gravissime responsabilità".
Da parte dell'Ue, continua Gozi, "siamo stati molto chiari su quanto soprattutto i britannici hanno perso con la Brexit, oltre che anche noi, e siamo anche pronti a impegnarci coi britannici su ogni iniziativa che loro ci propongano". Però poi, "alla fine, come nel referendum, sta ai britannici, con il voto democratico, scegliere se vogliono continuare a farsi del male da soli, oppure vogliono cominciare a guardare in faccia la realtà".
Oggi, prosegue l'eurodeputato, "credo che la questione europea sia esplosa all'interno del Labour. E credo che anche il fatto che lo stesso Keir Starmer voglia rafforzare i rapporti con l'Unione Europea conferma che si sono resi conto che devono cambiare strategia rispetto all'Ue". I Laburisti "avranno un congresso molto duro, molto intenso e spero che ci sia anche la presa d'atto del fatto che la strategia finora seguita non è stata quella giusta. Almeno per quanto riguarda la parte europea e l'ascesa di Farage", conclude. (di Tommaso Gallavotti)