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Iran, Trump: "Grande ondata di attacchi in arrivo, avanti finché necessario. Truppe di terra? Non è escluso" 

Quanto alla futura leadership di Teheran, il presidente ha detto che "il nuovo leader non sarà chi pensavamo" perché "i candidati sono tutti morti". L'ammissione sulla decisione di attaccare: "Viziato dal successo in Venezuela"

Donald Trump
Donald Trump
02 marzo 2026 | 15.15
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In Iran gli attacchi Usa sono solo all'inizio e la Casa Bianca non esclude neppure l'invio di truppe sul terreno. Parola del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che oggi, lunedì 2 marzo, ha avvertito Teheran: "Li stiamo per colpire molto duramente, l'operazione prosegue molto bene - ha detto ai microfoni della Cnn - . La grande ondata di attacchi non c'è ancora stata, arriverà presto". Quanto ai civili, "vogliamo aiutare il popolo iraniano - ha affermato Trump - ma al momento vogliamo che tutti restino a casa. Non è sicuro là fuori".

Parlando poi con il New York Post, Trump ha dichiarato di non escludere l’invio di truppe in Iran qualora la situazione lo rendesse necessario, dopo i raid statunitensi contro la leadership militare e politica di Teheran. "Non ho esitazioni riguardo ai 'boots on the ground', come dice ogni presidente: 'non ci saranno truppe di terra'. Io non lo dico" - aggiungendo che la posizione americana resta che "probabilmente non ce ne sarà bisogno", e valuterebbe l'invio "solo se necessario".

"Conflitto più lungo di quanto previsto"

Parlando dalla Casa Bianca Trump ha affermato che l’operazione militare americana contro l’Iran sta raggiungendo i propri obiettivi più rapidamente del previsto, pur avvertendo che il conflitto potrebbe protrarsi oltre le stime iniziali e andrà avanti "fino a quando sarà necessario". "Siamo già sostanzialmente in anticipo rispetto alle nostre previsioni temporali - ha affermato spiegando che - dall’inizio avevamo previsto dalle quattro alle cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più a lungo. Lo faremo".

"Qualcuno ha detto oggi: 'Il presidente vuole farlo molto rapidamente, poi si annoierà. Io non mi annoio. Non c’è nulla di noioso in tutto questo - ha assicurato Trump, evidenziando i risultati iniziali delle operazioni militari - Avevamo previsto quattro settimane per completarla. La leadership militare è stata neutralizzata in circa un’ora, quindi siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia".

"Il regime aveva già missili capaci di colpire l'Europa e le nostre basi, sia locali e che all'estero, e sarebbe stato preso capace di raggiungere la nostra bella America", ha aggiunto.

"Stiamo distruggendo le capacità missilistiche dell'Iran, e lo si può vedere ogni ora che passa, insieme alla loro capacità di produrne di nuovi e piuttosto efficaci. In secondo luogo - ha aggiunto - stiamo annientando la loro Marina. Abbiamo già affondato 10 navi. Sono sul fondo del mare". Per Trump il terzo obiettivo della sua operazione è "assicurare che lo sponsor numero uno del terrorismo non ottenga mai l'arma nucleare, l'ho detto sin dall'inizio". "Erano sulla via di averla in modo legittimo attraverso un accordo che era stato stupidamente firmato dal nostro Paese", ha aggiunto il presidente riferendosi all'accordo sul nucleare ottenuto da Barack Obama. "Infine garantiremo che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti di terroristi fuori dai suoi confini", ha detto ancora Trump che nella sua lista di obietti non ha incluso tuttavia l'aiuto alla popolazione iraniana dopo le violente repressioni del regime.

"Potevano attaccare l'America"

Quanto alle motivazioni che hanno fatto scattare l'attacco il presidente ha sostenuto che "il programma missilistico convenzionale stava crescendo in modo rapido e drastico, e questo poneva una vera, chiara e colossale minaccia all'America e alle nostre forze all'estero", rifiutandosi di "smettere di cercare di ottenere armi atomiche" e continuando a sviluppare il suo programma missilistico.

Trump ha dichiarato di aver preso la decisione di dichiarare guerra all'Iran perché era l'"ultima e migliore occasione" per fermare le ambizioni nucleari di Teheran. "Questa era la nostra ultima e migliore occasione per colpire, quello che stiamo facendo in questo momento, ed eliminare le minacce intollerabili poste da questo regime malato e sinistro", ha detto Trump alla Casa Bianca.

"Il nuovo leader non sarà chi pensavamo, sono tutti morti"

Ma l'attacco all'Iran poteva essere evitato? Lo stesso Trump "ha detto che un anno fa avrebbe accettato le proposte iraniane ma ha aggiunto: 'siamo diventati viziati'. Il "successo" in Venezuela lo avrebbe reso "meno aperto ad accettare concessioni", ha riferito il giornalista di Abc News, Jonathan Karl, dopo aver parlato con il presidente.

Nel colloquio il numero uno della Casa Bianca ha parlato anche della futura leadership di Teheran. "Mi ha detto che è stato in contatto con un membro del regime iraniano, ma senza dire chi fosse tra i membri sopravvissuti". Trump "ha fatto intendere di aver individuato possibili candidati prima degli attacchi, persone interne al governo che potevano prendere il controllo così come ha fatto Delcy Rodriguez in Venezuela dopo la cattura di Nicolas Maduro - ha raccontato Karl - ma ha detto 'gli attacchi sono stati così efficaci da aver fatto fuori quasi tutti i candidati. Non sarà nessuno di quelli che pensavamo, perché sono tutti morti'. Primo, secondo e terzo posto sono morti'".

Hegseth: "Teheran non stava negoziando"

Ma il capo del Pentagono, Pete Hegseth, in conferenza stampa ha sostenuto che l'azione militare è stata decisa perché "Teheran non stava negoziando, stava prendendo tempo, guadagnando tempo per ricaricare le proprie scorte di missili e riprendere le proprie ambizioni nucleari". "Il loro obiettivo - ha affermato - era quello di tenerci in ostaggio, minacciando di attaccare le nostre forze. Il presidente Trump non sta a questi giochi". E ora, ha avvertito, "concluderemo tutto questo solo alle condizioni dell''America First' scelte dal presidente Trump, e non quelle di nessun altro, come è giusto che sia".

Ad ogni modo, ha chiarito Hegset, "ai media e alla sinistra politica che grida alla 'guerra infinita': Stop. Questo non è l'Iraq, non è una guerra infinita. Io ero lì per entrambe, la nostra generazione ne sa di più".

Quindi ha esortato l'Iran a cogliere questa come un'occasione positiva. "Ci auguriamo che il popolo iraniano approfitti di questa incredibile opportunità". Gli Stati Uniti "hanno stabilito i termini di questa guerra, dall'inizio alla fine", ha aggiunto. Oltre all'auspicio per il popolo iraniano, Hegseth ha esortato anche le forze di sicurezza di Teheran a "scegliere saggiamente". L'appello rivolto dal capo del Pentagono è: "Lottiamo per vincere e non sprechiamo tempo, né vite".

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