"Entro la fine di quest'anno smetteremo di versare fondi. Per loro va bene così, perché ora sono un Paese di successo. Aiuteremo Israele se ne avrà bisogno"
"Abbiamo fatto un accordo mesi fa con Benjamin Netanyahu: non daremo più soldi a Israele". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News nel giorno delle midterm. "Entro la fine di quest'anno smetteremo di versare fondi a Israele. Per loro va bene così, perché ora sono un Paese di successo - ha aggiunto - Aiuteremo Israele se ne avrà bisogno".
In Israele intanto si guarda al dopo elezioni. "I leader dei partiti sono uniti e agiranno immediatamente per sostituire il 'governo del 7 ottobre' con un governo di emergenza nazionale, mettendo all'opera la chiara maggioranza parlamentare alla Knesset", si legge nel comunicato congiunto che i leader dei partiti israeliani che fanno parte del Blocco del cambiamento hanno redatto al termine dell'incontro a Herzliya con il fondatore di Yashar, Gadi Eisenkot, "per una prima discussione congiunta" e per "coordinare il piano d'azione in vista del giuramento della 26esima Knesset e della formazione, nel più breve tempo possibile, del 38esimo governo di Israele".
I leader dell'opposizione "hanno concordato sulla necessità di costituire, quanto prima, un governo sionista basato sui quattro principi delineati da Eisenkot", si legge nel comunicato, aggiungendo che "nel corso dell'incontro" è stato "ribadito il pieno impegno a rispettare la volontà degli elettori israeliani, che si sono espressi in modo chiaro e risoluto a favore di un cambiamento e contro la permanenza in carica dell'attuale esecutivo". Inoltre, "i leader hanno discusso della pericolosa e sconsiderata campagna condotta dal Likud e da Netanyahu, volta a delegittimare i risultati elettorali e la Commissione elettorale centrale" ed è stata "espressa la ferma determinazione a difendere l'esito del voto e il processo democratico".