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De Gregori sinfonico conquista Caracalla

SPETTACOLO
De Gregori sinfonico conquista Caracalla

di Antonella Nesi


Francesco De Gregori in versione sinfonica entusiasma la platea delle Terme di Caracalla. Il cantautore romano ha aperto dal palco romano il ‘De Gregori & Orchestra – Greatest Hits Live’, il tour estivo che lo porterà ad esibirsi fino a settembre in location outdoor suggestive con una scaletta di oltre venti canzoni tra le più amate del suo repertorio eseguite per la prima volta con un’orchestra di 40 elementi. “Un concerto che non ho mai fatto nella mia vita. Oltre alla Gaga Symphony Orchestra di Treviso, ci sono infatti con lui sul palco gli Gnu Quartet per gli archi e la mia band storica. È uno spettacolo che mischia un tessuto musicale, una contaminazione fra generi vari”, spiega De Gregori prima di salire sul palco.

Nella scaletta, che si apre con una versione strumentale di ‘Oh Venezia’ (“volevo una canzone festosa e popolare”) proprio per dare subito il senso della novità di questo tour sinfonico, le sue hits prendono nuova luce senza snaturarsi: “L’orchestra non ha preso il sopravvento sul mio modo di cantare ma sviluppa delle linee sinfoniche che erano solo sottointese nella struttura originale dei pezzi e che qui vengono fuori” con una nuova potenza. “Ci sono pezzi, come ‘Pablo’, che con l’orchestra trovano una dimensione lirica importante…”.

Oltre a ‘Pablo’, in scaletta ci sono, come dichiara il titolo del tour, tutte greatest hits: da ‘Generale’ a ‘Il cuoco di Salò’, da ‘La storia siamo noi’ a ‘La leva calcistica della classe ‘68’, da ‘Sempre per sempre’ a ‘Bufalo Bill’. Quando intona ‘Santa Lucia’, sul finale l'orchestra accenna poche note d 'Come è profondo il mare' in omaggio al collega e amico Lucio Dalla scomparso, per il quale De Gregori chiede ed ottiene subito la standing ovation del pubblico di Caracalla. Non mancano i classici come 'Alice', ‘La donna cannone’, ‘Pezzi di vetro’, ‘L’abbigliamento di un fuochista’ e ‘Titanic’ ma anche qualche brano più raramente eseguito dal vivo come ‘Due Zingari’ ("questa non è una hit perché le radio non la passavano, le radio passano solo musica di merda", si sfoga dal palco) e ‘Un guanto’. La sfilata di successi manda in visibilio la platea dei 4.500 fan che gli hanno regalato il sold out di Caracalla, dove si replica domani. Prima di iniziare un lungo giro della penisola che terminerà a fine settembre con nuove date a Milano dal 23 settembre, aggiunte “a grande richiesta” dopo quello che doveva essere il gran finale all’Arena di Verona il 21 settembre.

“L’orchestra cambia tutto”, aveva promesso il Principe e in effetti tutti i pezzi riservano sorprese e acquistano una grandezza nuova. D’altronde De Gregori è da sempre persuaso che “la musica è liquida, cambia nel tempo, non si presta ad essere ingessata: rifare Rimmel come è stata scritta nel 1975 sarebbe un falso in atto pubblico, perché quel De Gregori non c’è più e anche i musicisti non sono gli stessi”. E (dopo un omaggio a Elvis sulle note di 'I can't help falling in love with you') proprio a ‘Buonanotte fiorellino’ e a ‘Rimmel’, vestite di nuovo con gli arrangiamenti sinfonici, è dedicato il gran finale di un live che gli spettatori non dimenticheranno.



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