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E' morto Franco Zeffirelli

SPETTACOLO
E' morto Franco Zeffirelli

(Afp)

Franco Zeffirelli si è spento nella sua casa romana sulla via Appia. Era nato a Firenze il 12 febbraio 1923 e da tempo era malato. "Si è spento serenamente pochi minuti fa" ha scritto la Fondazione a lui intitolata, aggiungendo che "la scomparsa è avvenuta alla fine di una lunga malattia, Il Maestro riposerà nel cimitero delle Porte Sante di Firenze". La camera ardente sarà allestita lunedì mattina, 17 giugno, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella. "Tutto il mondo potrà salutarlo nella sua Firenze", ha scritto Nardella in un tweet. In un primo momento la Fondazione Zeffirelli aveva reso noto, con un comunicato, che la camera ardente sarebbe stata allestita nel Campidoglio di Roma.


Nel giorno dei funerali del regista il Comune di Firenze proclamerà il lutto cittadino. Le esequie dovrebbero tenersi a Firenze nella giornata di martedì prossimo. Zeffirelli riposerà nella cappella di famiglia del cimitero fiorentino delle Porte Sante, a San Miniato al Monte. In questo cimitero si trovano le tombe di illustri fiorentini come il pittore Pietro Annigoni, lo scrittore Carlo Collodi, l'editore Felice Le Monnier, lo stilista Enrico Coveri, lo scrittore Giovanni Papini, l'attore Paolo Poli, lo scrittore Vasco Pratolini, lo storico e statista Giovanni Spadolini.

"La scomparsa di Franco Zeffirelli lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della cultura italiana e internazionale" il tweet del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Con il suo straordinario talento e la sua profonda sensibilità estetica, ha dato vita, nella sua lunga vita di artista, a grandi capolavori nel cinema e nell'opera. Spirito brillante e coinvolgente, ha accompagnato la sua arte con grande passione civile e amore per il suo Paese".

Il cognome 'inventato' dalla madre e storpiato all'anagrafe

"Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno" ha twittato il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai". "Il mondo della cultura e del cinema piangono la morte del maestro Franco Zeffirelli, un genio dei nostri tempi" il tweet del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli. "Ho amato i suoi film. A nome mio e del Mibac esprimo le condoglianze alla sua famiglia".

"Franco Zeffirelli è stato un punto di riferimento per la cultura italiana nel mondo, un intellettuale libero e coraggioso''. E' quanto hanno dichiarato il presidente della Rai Marcello Foa e l'Amministratore Delegato Fabrizio Salini. ''In particolare, la memoria di tutti i telespettatori resterà sempre legata alle sue grandi regie, come quella del 1976 dell'Otello dal Teatro alla Scala di Milano. In modo indelebile, Zeffirelli è per tutti noi 'Gesù di Nazareth', coprodotto dalla Rai, che ha segnato la storia del servizio pubblico, un successo internazionale per qualità e consensi e, soprattutto, un momento in cui l'Italia intera si è sentita unita nell'ammirare il capolavoro di un suo grande Maestro''.

Franco Zeffirelli, all'anagrafe, Gian Franco Corsi Zeffirelli, nella sua quasi settantennale carriera ha ottenuto successi internazionali in diversi campi del mondo artistico dal cinema al teatro di prosa, dal teatro lirico alla televisione. Successi che lo hanno reso uno degli artisti italiani più conosciuti all'estero oltre a fargli ottenere moltissimi riconoscimenti tra cui cinque Premi Donatello, due Nastri d'argento e due candidature personali all'Oscar. Nato il 12 febbraio 1923 a Firenze, sua madre morì quando era ancora un bambino e, siccome il padre lo riconobbe solo a 19 anni, fu allevato da una zia e da una signora inglese il cui amore per Shakespeare e per l'Opera hanno segnato il giovanissimo Zeffirelli per tutta la vita. Nella sua adolescenza aveva combattuto a fianco dei partigiani italiani. Quando la guerra finì, iniziò a studiare all'Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura della sua città; nel 1946 si trasferì a Roma dove esordì come attore di cinema e di teatro. Entrò a far parte di un gruppo teatrale come attore e contemporaneamente, continuò a progettare scene e costumi per varie produzioni. Il grande cambiamento nella carriera di Zeffirelli fu l'incontro con Luchino Visconti, uno dei più grandi registi del cinema, del teatro e dell'opera del XX secolo. Divenuto suo assistente, lavorò al suo fianco per più di dieci anni. Grazie anche a questa esperienza formativa, decise di debuttare anche nella regia. Tra le sue produzioni teatrali più famose 'Romeo e Giulietta' con John Stride, Judi Dench e Alec Mc Cowen nel 1960, 'Sabato, Domenica, Lunedì' con Joan Plowright e Laurence Olivier. Diresse poi John Gielgud e Peggy Ashcroft in un 'Otello' a Stratford upon Avon, Susan Strasberg in 'La Signora delle camelie' a Broadway. E ancora 'Lorenzaccio' alla Comédie Francaise e il moderno 'Assolutamente sì, forse' a Londra.

Il carattere delle scelte artistiche di Franco Zeffirelli si distingue per la costante devozione verso i grandi testi classici, particolarmente Shakespeariani, da lui spesso trasposti nel mondo del cinema. Con lui hanno avuto un grande ritorno nel mondo del cinema anche i grandi capolavori del teatro lirico che sono stati da lui rappresentati attraverso il mezzo cinematografico: 'Cavalleria Rusticana' e 'Pagliacci' (1981), 'Traviata' (1982) che gli valse la nomination all'Oscar 1982 per la migliore scenografia, e 'Otello' (1986) che hanno servito mirabilmente a riavvicinare al mondo dell'Opera nuove moltitudini di spettatori. Per la televisione è autore di 'Gesù di Nazareth' (1976/1977) che è stato visto da oltre un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo. Ha anche realizzato diversi documentari tra cui 'Per Firenze' con Richard Burton realizzato all'indomani della tragica alluvione di Firenze del 1966, 'Mundial '90' sulla storia del Calcio Fiorentino nel 1990, 'Toscana' nel 1991 e 'Omaggio a Roma' nel 2009. Innumerevoli sono le sue produzioni operistiche nei maggiori teatri del mondo con la partecipazione di eccelsi artisti come Maria Callas, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Herbert Von Karajan, Leonard Bernstein, Carlos Kleiber solo per citarne alcuni.

Restano memorabili le sue produzioni de 'Il Turco in Italia' con Maria Callas, 'Aida' (con Leontyn Price, Carlo Bergonzi, Fiorenza Cossotto, Nicolai Ghiaurov), la 'Tosca' del 1964 al Covent Garden con Maria Callas e Tito Gobbi, la 'Norma' all'Opéra di Parigi nel 1965 (Maria Callas, Franco Corelli e Giulietta Simionato), la 'Bohéme' (Mirella Freni e Gianni Raimondi) alla Scala di Milano, 'Carmen' allo Staatsoper di Vienna, di 'Tosca' nel 2000 (con Luciano Pavarotti), 'Turandot' (con Placido Domingo), 'Falstaff' (direttore Leonard Bernstein), la 'Traviata' al Metropolitan di New York e di 'Aida', 'Il Trovatore', 'Carmen' e 'Madama Butterfly' (direttore delle tre opere Daniel Oren) all'Arena di Verona, 'Aida' al National Theatre di Tokyo e due straordinari esperimenti al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto con le piccole produzioni di 'Aida' e 'La Traviata' che continuano ad ottenere un grande eco internazionale. Nel 2004 l''Aida' di Busseto è stata portata al Bol'shoi di Mosca e nel 2005 è stata messa in scena sempre a Mosca anche 'La Traviata' di Busseto che è stata poi portata a Tel Aviv a novembre 2005, dove a gennaio dello stesso anno, era già stato prodotto 'I Pagliacci' di Leoncavallo. A gennaio 2006 è stato messo in scena al Teatro dell'Opera di Roma il 'Don Giovanni' e a seguire, per l'apertura della stagione alla Scala nel dicembre 2006 è andata in scena l'''Aida''. Di nuovo al Teatro dell'Opera di Roma nell'aprile 2007 per una nuova ''Traviata'' e sempre per l'Opera di Roma: ''Tosca'', andata in scena a gennaio 2008. Ancora per il Teatro dell'Opera di Roma: ''I Pagliacci'' nel 2009 e ''Falstaff'' nel 2010.

Nel 2010 ha inaugurato la stagione all'Arena di Verona con la ''Turandot'', stagione che sarà all'insegna del nome Zeffirelli con le riprese degli spettacoli: ''Aida'', ''Madama Butterfly'', ''Carmen'' e ''Il Trovatore''. Ad ottobre 2011 ha inaugurato l'apertura della Royal Opera House di Muscat, nel Sultanato dell'Oman, con una nuova produzione della ''Turandot'' di cui ha curato regia, scenografia e luci e che ha visto il tenore Placido Domingo in veste di direttore artistico dirigere l'Orchestra ed il coro della Fondazione Arena di Verona. Nel 2012 ha inaugurato la stagione Areniana con una produzione nuova del ''Don Giovanni'' di Mozart. Zeffirelli ha diretto grandi celebrazioni della Chiesa cattolica, come l'apertura dell'Anno Santo nel 1974 e 1983 e il concerto grande festa per il bicentenario di Beethoven richiesto da Papa Paolo VI (1970). Franco Zeffirelli ha vinto cinque volte il Premio David di Donatello e nel 2004 la Regina Elisabetta II lo nominò Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Profondamente convinto che le regole dello spettacolo debbano tendere alla perfezione stilistica e figurativa, senza per questo cadere nell'estetismo fine a se stesso, Zeffirelli ha sempre contrapposto il rigore delle forme a scelte meno rigorose. Una professionalità e un'attenzione formale che non ammettono repliche o discussioni. Per questo è sempre stato uno dei registi più ricercati, un autentico metteur en scène a livello internazionale. Agli spettacoli da lui firmati hanno partecipato i più illustri direttori d'orchestra, i cantanti più rinomati e gli attori più popolari: Herbert von Karajan, Leonard Bernstein, Carlos Kleiber, James Levine, Tullio Serafin, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Maria Callas (che ha diretto in ben cinque opere), Mirella Freni, Teresa Stratas, Katya Ricciarelli, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Tito Gobbi, Richard Tucker, Piero Cappuccilli, Laurence Olivier, Alec Guiness, Richard Burton, Rod Steiger, Peter Ustinov, Paolo Stoppa, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Giannini, John Gielgud, Mel Gibson, Anna Magnani, Rina Morelli, Joan Plowright, Ann Bancroft, Valentina Cortese, Sarà Ferrati, Monica Vitti, Vanessa Redgrave, Maggie Smith, Cher, Judi Dench, Faye Dunaway e molti altri. Franco Zeffirelli - che nel 2013 è stato insignito del Fiorino d'oro, massima onorificenza comunale fiorentina - nella sua vita artistica ha sempre cercato di essere ambasciatore dell'italianità nel mondo e si è sempre impegnato a valorizzare il nostro patrimonio creativo e culturale.



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