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In Rai barra dritta su sicurezza e attenzione alta per studi più critici

SPETTACOLO
In Rai barra dritta su sicurezza e attenzione alta per studi più critici

(di Veronica Marino)


La Rai va avanti con la sua programmazione seguendo le regole ferree di sicurezza dettate dalla task force permanente sull’emergenza coronavirus. E questo, a quanto apprende l’Adnkronos, ha consentito all’Azienda di tenere sotto controllo i contagi: su 13mila dipendenti 13 ad oggi sono risultati positivi al Covid 19. Alcuni studi patiscono, però, l’assenza di finestre che garantirebbero una maggiore circolazione dell’aria, mentre altri la mancanza di uno spazio adeguato e questo ha richiesto degli accorgimenti specifici e comunque un’attenzione molto alta. E’ il caso dello studio 6 di Saxa Rubra, il cosiddetto Saxa 6, dove vanno in onda ‘Agorà’ e ‘Tutta Salute’ da lunedì al venerdì e ‘Cartabianca’ (il martedì sera). Un capannone adibito a studio da anni che si appoggia a container di servizio adiacenti usati per la regia audio, luci e video, per la grafica e per altre postazioni tecniche. Container troppo piccoli per poter rispettare la distanza di 1 metro e con una climatizzazione non efficiente che costringe chi opera in quei locali a non poter effettuare il ricambio d’aria adeguato.

Il problema principale soprattutto per ‘Agorà’ (che ha più collegamenti) ma anche per ‘Tutta salute’ e ‘Cartabianca’ è l’affollamento nelle piccole sale regia durante il programma, aggravato dal fatto che non essendoci ospiti in studio, ogni intervento deve essere fatto con collegamenti web che costringono la produzione a mandare nelle regie altro personale con i riferimenti necessari (nomi, cognome, account, insomma tutti dati sensibili che sono in possesso dei programmisti e non dei tecnici) per creare il collegamento ad hoc. Oggi per esempio ci sono stati circa 30 collegamenti in due ore. Tutte cose che hanno reso necessario rivedere il modello produttivo, rendendolo più light per rispettare il più possibile le indicazioni della task force.

Ma vediamo in dettaglio la situazione delle tre reti generaliste in merito alle possibili criticità nei programmi che si svolgono all’interno dei centri di centri di produzione, tenendo a mente che tutti hanno sposato una flessibilità tale per cui, quando c’è una conferenza stampa del premier sull’emergenza coronavirus, sarà il programma in onda in quel momento a seguirla. Partiamo da Rai1. ‘Uno Mattina’ (che viene realizzato al Saxa 3) sta gestendo la messa in onda con massime misure di sicurezza, tra mascherine, guanti e gel disinfettanti ovunque, all’ingresso, come all’ascensore e davanti allo studio. Tutta la squadra, inoltre, ogni giorno è sottoposta al vaglio del termoscanner che è stato installato a Saxa Rubra e sotto il quale sfila chiunque entri nel circuito della sede Rai in questione. Lo studio 3 in questo periodo ha anche semplificato l’uso delle scenografie per ridurre il personale addetto a spostarle e sin dall’alba allestisce le scenografie dei due programmi (che vanno in onda in questo stesso studio), uno nella postazione Nord (Uno Mattina) e uno nella postazione Sud (Storie Italiane), mentre prima si passava da Sud a Nord per consentire una variazione visiva.

Anche nell’organizzazione del lavoro di 'Uno Mattina' ci sono stati cambiamenti: è stata creata una stanza separata per gli autori che seguono il programma per evitare rischi di affollamento nella sala regia, mentre gli autori presenti in studio sono due. Diverse figure poi, tra assistenti di regia, autori e personale di produzione, stanno lavorando in smart working. Roberto Poletti, invece, conduce dalla sede di Corso Sempione, a Milano, e la trasmissione (per via della Messa del Papa) si è allungata di 30 minuti. Quanto alla squadra tecnica di ‘Uno Mattina’ è la stessa che manda in onda anche ‘Storie Italiane’, sempre nello studio ‘Saxa3’, e anche in questo caso c’è stato un cambiamento di durata pari a 20 minuti. Misure speciali di sicurezza sono state prese poi nei confronti della conduttrice di ‘Storie ItalianeEleonora Daniele che è incinta: la distanza fisica tenuta da tutti quando entra in studio è molto ampia, un vero e proprio spazio di sicurezza, come racconta chi lavora a Uno Mattina.

Sulla rete ammiraglia c’è poi la ‘Vita in Diretta’ (Studio 3 di Via Teulada): una lunga diretta che non ha evidenziato problemi specifici eccetto un po’ di preoccupazione per il fatto che a volte in regia ci sono troppe persone contemporaneamente. Sempre in Via Teulada, ma questa volta nello Studio 1, il sabato e la domenica c’è la redazione di ‘Mattino in famiglia’. In questo caso l’assenza di finestre nei locali di regia ha creato la necessità di qualche attenzione in più. Infine 'Porta a Porta' che va in onda dallo Studio 5 di Via Teulada, solitamente martedì, mercoledì e giovedì: gli ospiti sono solo in collegamento, in studio c'è Bruno Vespa, un microfonista e un ispettore tutti sempre rigorosamente muniti di mascherina e guanti, così come chi lavora in regia dove mantenere le distanze (come in ogni sala regia) richiede moltissima attenzione considerato che le console su cui operano sono fisse e chi le usa deve necessariamente stare lì davanti assieme ad altre figure (per esempio il tecnico che usa il mixer è accanto alla regista, agli assistenti alla regia, al tecnico rvm). C'è di buono, però, che tutti hanno il materiale di protezione e che nello studio di 'Porta a porta' ci sono sempre le stesse persone.

Ed ora Rai3. ‘Agorà’ e ‘Tutta Salute’ e 'Cartabianca' vengono mandate in onda dal Saxa 6 dove ci sono le criticità anticipate sopra e quindi la necessità di un modello organizzativo più light possibile. Per quanto riguarda, invece, ‘Alle Falde del Kilimangiaro’ la parte grafica e l’intervento di Mario Tozzi arrivano dallo studio Saxa 6, mentre Camila Raznovich conduce in diretta la domenica dal Tv5 di Corso Sempione, a Milano. Per ‘Mi manda Rai Tre’ lo studio è il Saxa 10 e nessuna criticità particolare è stata evidenziata. Lo stesso vale per ‘Chi l’ha visto’, in diretta il mercoledì dallo Studio 2 di Via Teulada e per ‘Geo’, (Studio 10 di Via Teulada) che è ripartito proprio ieri con una squadra ridotta. Anche qui, però, sembra che non ci siano finestre. Per ‘Report’, infine, che si registra il sabato dallo Studio 2 di Via Teulada, grossi problemi non ci sono perché il modello produttivo è già ridotto ed è lo stesso consolidato da anni: videogiornalisti sul posto, alcuni con la tuta altri solo con la mascherina a seconda del luogo in cui si trovano, che all'occorrenza girano e montano da soli e che riversano il contributo da remoto, evitando ogni rischio di contagiare il nucleo vitale della produzione. Lo Studio 2 di Via Teulada è anche quello di ‘Mezz’ora in più’, in diretta la domenica.

Infine Rai2 dove il problema finestre se lo ritroverebbe anche la trasmissione i ‘I Fatti vostri’ che, come ‘Mattino in famiglia’, si svolge nello Studio 1 di Via Teulada ma anziché nel fine settimana, va in onda dal lunedì al venerdì. Nel caso de ‘I Fatti Vostri’ niente più orchestra e qualche figura tecnica in meno sempre per motivi di sicurezza. In studio c’è il cast fisso, oltre a Giancarlo Magalli, Roberta Morise e Umberto Broccoli, mentre tutti i collegamenti sono tramite web. Per ‘Patriae’, invece, in onda in differita il martedì dal Teatro delle Vittorie, le precauzioni messe in campo, oltre a mascherine e guanti, sono state l’assenza di pubblico e il collegamento via web di Aldo Cazzullo, oltre che degli ospiti. Mentre continuano a rimanere in studio Annalisa Bruchi e Alessandro Giuli che tengono la distanza fisica prevista per legge. Ci sono altre due novità scattate col coronavirus: il giorno, poiché prima il programma andava in onda di lunedì, e il titolo che prima era ‘Povera patria’ e ora è appunto ‘Patriae’ perché come ha spiegato la Bruchi è “questo il momento dell’orgoglio, della dignità, dell’unità”.

Capitolo a parte ‘Che Tempo Che fa’ che va in onda dalla struttura di Via Mecenate 76, una ex zona industriale dismessa e affittata dalla Rai diversi anni fa, che contiene studi molto grandi dove sono andati in onda per esempio le trasmissioni di Celentano e dove in questo momento va in onda soltanto il programma condotto da Fabio Fazio senza né trucco né parrucco, né costumi. Gli lasciano un costume in camerino da una settimana all’altra che lui ritrova e si taglia i capelli da solo a casa. Si tratta di uno spazio davvero ampio che consente a tutti di lavorare con tranquillità perché è possibile tenere le distanze di sicurezza senza alcuna difficoltà. Detto questo, molte cose sono comunque cambiate: non c’è più il lungo tavolo con tutti gli ospiti seduti attorno, né la band. E, di conseguenza, la precedente e ampia squadra tecnica al momento non c’è poiché non è più necessaria, oltre al fatto che da circa 9 operatori di ripresa si è passati a 3. Ci sono solo, alla dovuta distanza fisica, Fabio Fazio e il suo ospite che, a differenza di quanto avveniva prima, non è più microfonato dal personale tecnico, ma troverà direttamente microfono e trasmettitori già disinfettati e pronti all’uso. In sostanza farà da sé, e questo sia per proteggere il microfonista che l’ospite stesso.

Il personale è stato ridotto al minimo indispensabile, mentre non è comprimibile il numero di persone che si occupano delle regie audio, luci e video. Anche in questo caso, però, la grandezza dello studio così come delle sale regia, è tale che il problema dell’eccessiva vicinanza non si pone. Naturalmente in collegamento altri ospiti ci sono, così come Luciana Littizzetto che già faceva da casa i suoi interventi prima delle misure stabilite dal governo perché si era fatta male a una gamba. Fazio, di fatto, in questo periodo fa la spola tra lo studio 2000 e casa propria dove vive da solo da settimane perché moglie e figli sono in Liguria per motivi di sicurezza. A fare da contraltare al sacrificio della distanza, però, come ha detto in questo periodo, c’è la sensazione positiva che andare in onda in questa fase è dare un senso all’espressione ‘servizio pubblico’.

Restando nell’ambito di Milano, al di là del riferimento specifico a Rai2, in questo momento la sede storica di Corso Sempione, dove si trovano gli uffici, la radiofonia, la Tgr, il Tg3 e altri studi più piccoli usati per varie trasmissioni, tutti i programmi sono stati chiusi, mentre lo studio centrale viene utilizzato per il Tg3, la Tgr, per fare rubriche e collegamenti come quello con ‘Porta a porta’.

Sono stati creati, però, anche degli studi piccolissimi e completamente autonomi , a ridosso dell’entrata della sede. In questo modo il personale non incontra gli ospiti che, una volta entrati nello studiolo, vengono direttamente messi in collegamento da remoto.

Non solo. A Milano così come nella sede romana di Saxa Rubra, sono stati approntati dall’Azienda degli studi ‘disaster recovery’, studi che in qualunque circostanza avversa garantiscono la messa in onda dei Tg. Sia nella sede di Corso Sempione (già da diversi giorni) che in quella di Via Mecenate (da oggi) sono stati installati termoscanner e, più in generale, sono in vigore stringenti misure di sicurezza anche per chi è impegnato in servizi esterni: per le interviste vengono infatti utilizzati esclusivamente microfoni a distanza, montati su un’asta e disinfettati. In sostanza microfoni direzionali.



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