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Iraq: Maliki resiste, difficilmente fara' un passo indietro (2)

21 giugno 2014 | 14.09
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(Aki/Washington Post) - L'ostacolo piu' grande, tuttavia, potrebbe essere l'appoggio iraniano a Maliki, che va dai finanziamenti all'addestramento delle milizie che sostengono il premier. ''Anche se gli iraniani volessero far fare un passo indietro a Maliki non sono sicuro che riuscirebbero a farlo. Maliki gode della fedelta' delle forze di sicurezza e delle milizie e sta diventando molto difficile liberarsi di lui'', ha commentato Kenneth Pollack della Brookings Institution di Washington.

Giovedi' Maliki, in evidente difficolta' di fronte all'avanzata dell'Isil, ha promesso una paga da 750mila dinari (circa 480 euro) al mese ai volontari che imbracceranno le armi nelle zone in cui imperversano i jihadisti. In base alle promesse, ai volontari non combattenti sara' versato un salario da 500mila dinari (315 euro) e a tutti sara' garantito un bonus da 125mila dinari (63 euro) da spendere in generi alimentari.

Da giorni sarebbero in corso in Iraq colloqui e negoziati per individuare un possibile sostituto del premier. Tra i nomi che circolano, quelli dello sciita Abdel Abdul Mahdi, dello sciita Ahmed Chalabi, dell'ex premier Iyad Allawi e del cugino dell'imam Moqtada al-Sadr, Jaafar al-Sadr. Un'altra opzione allo studio sarebbe quella di un candidato del partito di Maliki, Dawa. E tra i nomi ci sono quelli di Tariq Najm, consigliere del premier ritenuto molto vicino all'Iran, di Khudair Khuzaie e Ali Adeeb.

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