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Iraq, scontri a Baghdad: decine i morti, centinaia i feriti

30 agosto 2022 | 10.36
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Appello al dialogo dalla Russia, Italia e Turchia preoccupate. L'Iraq chiude i confini con il Paese

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Afp

Continua a salire il bilancio della giornata di violenze e scontri a Baghdad, capitale dell'Iraq dove da ieri è in vigore il coprifuoco. Una fonte medica irachena citata da al-Jazeera parla di almeno 30 morti e 700 feriti, compresi 110 agenti della sicurezza, negli scontri nella Zona Verde e nelle aree limitrofe della città. La giornata di ieri era iniziata con l'annuncio del "ritiro definitivo" dalla politica da parte dell'influente leader sciita iracheno, Moqtada Al-Sadr, quindi gli scontri tra i sostenitori del religioso e le forze di sicurezza irachene. Ora, secondo fonti della tv satellitare, sarebbero in corso negoziati tra funzionari governativi, leader dei sadristi e i loro rivali del Quadro di coordinamento.

Un appello al dialogo è stato intanto lanciato dal ministero degli Esteri russo. "Stiamo seguendo lo sviluppo degli eventi. Ovviamente, tutti devono calmarsi e avviare un dialogo costruttivo", ha affermato una fonte citata dall'agenzia di stampa Sputnik.

L'Italia "esprime forte preoccupazione per i disordini in corso nella capitale irachena, che hanno anche causato vittime e feriti, e rivolge un appello alla moderazione a tutte le parti interessate affinché si ponga fine senza ritardo ad una pericolosa escalation. Il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso non può tradursi in violenza e scontri", quanto si legge in una nota della Farnesina, nella quale si sottolinea che "è necessario che tutte le istituzioni rappresentative possano funzionare regolarmente nel rispetto della Costituzione e della legge irachena e nell’interesse di tutta la popolazione".

"L'Italia auspica la ripresa di un dialogo costruttivo fra tutte le forze politiche irachene perché si ponga termine ad una fase di incertezza e si apra la strada ad un Governo ampiamente sostenuto e riconosciuto che offra al Paese sicurezza, stabilità e prosperità", si conclude la nota.

Anche la Turchia è "preoccupata" per gli scontri in corso a Baghdad. "Gli eventi di Baghdad sono una minaccia per la stabilità, l'unità e la sicurezza del Paese. La stabilità e la sicurezza dell'Iraq, Paese amico e fraterno, sono vitali per la Turchia. A questo proposito, siamo preoccupati per la violenza diffusa in tutto il Paese", ha dichiarato in una nota il ministero degli Esteri turco. Ankara ha quindi esortato le parti al buon senso e alla moderazione. "Ci auguriamo che gli attuali conflitti politici vengano risolti pacificamente e attraverso un dialogo inclusivo e che la pace e la prosperità del popolo iracheno siano assicurate", si legge nella nota.

Le autorità iraniane hanno deciso oggi di chiudere i propri confini con l'Iraq e hanno chiesto ai cittadini di non recarsi nel Paese dopo lo scoppio delle violenze. Lo ha annunciato il vice ministro degli Interni iraniano Majid Mirahmadi citato dalla televisione di Stato. Ogni anno milioni di cittadini iraniani si recano nella città santa di Kerbala per il rituale di Arbaeen e che quest'anno ricorre il 16 e 17 settembre.

''Il confine con l'Iraq è stato chiuso. Per via di preoccupazioni legate alla sicurezza, è necessario che gli iraniani evitino di recarsi in Iraq fino a ulteriori comunicazioni'', ha affermato Mirahmadi. La televisione iraniana ha anche spiegato che sono stati interrotti tutti i collegamenti aerei con l'Iraq ''a causa dell'instabilità in corso''. Inoltre ''stiamo cercando di mettere in atto un collegamento di emergenza per rimpatriare gli iraniani dall'Iraq e da Baghdad che si trovano attualmente all'aeroporto'', ha fatto sapere l'autorità aeroportuale di Teheran.

Il Kuwait sollecita intanto i propri connazionali in Iraq a lasciare il Paese. Nella serata di ieri, ha riportato l'agenzia Kuna, l'ambasciata del Kuwait a Baghdad ha anche invitato i connazionali che intendono recarsi in Iraq a rivedere i programmi di viaggio.

Emirates ha quindi cancellato tutti i voli previsti per oggi da e per Baghdad. Sul suo sito web la compagnia aerea motiva la decisione con "segnalazioni di disordini e coprifuoco" in Iraq e assicura di "seguire la situazione".

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