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Irpef, "abbassare aliquota a fasce reddito 28-55mila euro"

23 giugno 2021 | 22.05
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E' quanto si legge in una bozza del possibile documento conclusivo dell'indagine conoscitiva Irpef delle Commissioni Finanza di Camera e Senato

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Irpef, le Commissioni Finanze della Camera e del Senato "concordano che la struttura vada sostanzialmente ridefinita" con gli obiettivi di "semplificazione e stimolo alla crescita" con, in particolare "l’abbassamento dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000". E' quanto si legge in una bozza del possibile documento conclusivo dell'indagine conoscitiva Irpef delle Commissioni proposto dai presidenti Luigi Marattin e Luciano D'Alfonso.

Le Commissioni infatti "concordano che la struttura dell’Irpef vada sostanzialmente ridefinita, in accordo con i richiamati obiettivi generali di semplificazione e stimolo alla crescita, adottando in particolare i seguenti obiettivi specifici: l’abbassamento dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000, la modifica della dinamica delle aliquote marginali effettive, eliminando le discontinuità più brusche".

"La modalità con cui raggiungere questi obiettivi - si legge nella bozza del documento - è individuata preferenzialmente in un deciso intervento semplificatore sul combinato disposto di scaglioni, aliquote e detrazioni per tipologia di reddito, incluso l’assorbimento degli interventi del 2014 e del 2020 riguardanti il lavoro dipendente; in subordine tramite un sistema ad aliquota continua limitato alle fasce di reddito medie. Inoltre dovrebbe essere prevista l’introduzione di un minimo esente senza obbligo di dichiarazione per i contribuenti che si collochino sotto la relativa soglia. Tale minimo esente dovrebbe preferenzialmente essere inteso come una maxi-deduzione a valere su tutta la distribuzione dei redditi (o su parte di essa) adeguando corrispondentemente il livello delle aliquote; in subordine, qualora il costo di questo intervento dovesse risultare incompatibile con gli equilibri di finanza pubblica, dovrebbe essere introdotto con la sola finalità di ridurre il carico burocratico sui contribuenti".

Per quanto concerne le spese fiscali relative al consumo di particolari beni o servizi, le Commissioni, si legge nella bozza del documento, "ritengono indispensabile che il disegno di legge delega contenga le necessarie premesse per una azione volta al raggiungimento di tre obiettivi: una riduzione della loro numerosità; una semplificazione del sistema; il reperimento di risorse da destinare al raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’aliquota media effettiva, in particolare sull’attuale terzo scaglione".

Le modalità attraverso cui raggiungere i sopra citati obiettivi, rileva, "sono così individuate: l’eliminazione di quelle spese fiscali il cui beneficio pro-capite medio (ovvero il numero di beneficiari) sia inferiore ad una soglia appositamente determinata; il passaggio (completo o parziale) del complesso delle agevolazioni sul lato delle uscite pubbliche, istituendo un meccanismo volontario di erogazione diretta del beneficio - a fronte del pagamento con strumenti tracciabili - con l’ausilio degli strumenti tecnologici a disposizione; una riduzione graduale e selettiva dell’ammontare percentuale del beneficio".

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