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Irriducibili, parla Franchino: "Scioglimento? Fine di un'era"

27 febbraio 2020 | 12.35
LETTURA: 3 minuti

L'attuale capo ultras Franco Costantino all'Adnkronos sullo scioglimento dopo 33 anni: "Va via un pezzo di noi, ma è stata una esigenza"

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(Fotogramma /Ipa)

"Va via un pezzo di noi, un pezzo di storia. Dietro quel nome molti di noi han perso la libertà e la vita. Sciogliere gli Irriducibili è stata una esigenza dopo un corso: tutto ha un inizio, una durata e una fine e abbiamo ritenuto opportuno chiudere questo capitolo". Così l'attuale capo ultras degli Irriducibili Franco Costantino, noto negli ambienti della tifoseria laziale come 'Franchino', commenta all'Adnkronos lo scioglimento del gruppo più longevo di curva. "Una decisione sofferta - dice - ma no, la morte di Fabrizio (Piscitelli 'Diabolik', ndr) non c'entra. Sono negli Irriducibili dal primo giorno, avevo 16 anni e oggi ne ho 49. Ieri avevamo tutti gli occhi lucidi e non nascondo che stanotte non ho dormito".

Sui motivi dello scioglimento Franchino scansa dubbi e retropensieri. "Quando si ha una responsabilità del genere bisogna portare avanti decisioni importanti, la curva nord si unirà dietro un unico striscione che col nome di Ultras Lazio. E' molto nel nostro stile, in fondo, dove scappano tutti noi torniamo alle nostre origini identificandoci come Ultras Lazio. Abbiamo dato tanto ma lo scioglimento è prettamente legato al decorrere di un'epoca. E' finita un'era. Ne parlavamo già l'anno scorso, Fabrizio sarebbe stracontento di questo".

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