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Italia-S.Sede: Oss. Romano, il Concordato ha favorito il bene comune

10 febbraio 2014 | 17.42
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"La concordia tra la Chiesa e lo Stato, ritrovata nel 1929, confermata per parte italiana nella Costituzione del 1948, reciprocamente rinnovata nel 1984, ha esplicitato nel tempo tutte le sue potenzialità, favorendo così la crescita delle persone ed il bene comune". Lo sottolinea l'Osservatore Romano, ricordando che "la ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi fra la Santa Sede e l'Italia, l'11 febbraio 1929, si arricchisce quest'anno di una ulteriore celebrazione: la conclusione dell'Accordo di Villa Madama del 18 febbraio 1984, con il quale furono apportate modificazioni ad uno dei protocolli costituenti quei Patti, il Concordato".

L'obiettivo condiviso fu quello di "armonizzare le norme concordatarie sia con i principi contenuti nella Costituzione italiana, sia con le deliberazioni del Concilio Vaticano II e le disposizioni del nuovo Codice di Diritto canonico. Da quel lavoro di aggiornamento scaturì un testo che, per struttura e contenuti, divenne paradigma di riferimento per le successive convenzioni della Santa Sede con Stati democratici, intercorse nella lunga stagione di accordi concordatari che segnò il pontificato di Giovanni Paolo II".

Per il quotidiano vaticano, "è di grande rilievo, sul piano valoriale ma anche su quello pratico, l'impegno alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese. Si tratta di una previsione salutata con grande favore all'indomani della firma dell'Accordo, di cui fu immediatamente colta la rispondenza alla direttiva espressa nel testo conciliare, ma al tempo stesso sottesa al testo costituzionale, che vuole un concorrere di Chiesa e Stato, senza confusione di competenze e di ruoli, al fine di rendere il più efficace possibile il pur diverso servizio all'uomo che l'una e l'altro sono chiamati ad assicurare".

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