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Ricerca: a Bologna 'Let's Match', obiettivo Horizon 2020

01 ottobre 2014 | 18.06
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Pmi ed enti di ricerca insieme per avviare partnership e partecipare ai bandi del programma europeo Horizon2020

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Le piccole e medie imprese e gli enti di ricerca scendono in campo per conquistarsi una fetta dei fondi previsti dal programma europeo Horizon 2020. Per il settore nanotecnologie, biotecnologie, materiali e processi avanzati si tratta di 560 milioni di euro solo per il prossimo anno. Indispensabile individuare partner internazionali per partecipare ai bandi. Opportunità offerta dagli oltre 700 incontri bilaterali con 236 esponenti di imprese, centri di ricerca e università, provenienti da 23 Paesi, in "Let's Match - Brokerage Event", iniziativa dedicata ai settori strategici delle nanotecnologie, biotecnologie, materiali e sistemi di produzione avanzati, a Bologna.

L’iniziativa offre l'occasione per avviare nuove collaborazioni di ricerca con partner internazionali per la partecipazione congiunta ai bandi di Horizon 2020. Horizon 2020, il nuovo programma europeo per la ricerca e l'innovazione, occupa un posto centrale nella strategia dell’Ue per il rilancio della crescita e dell’occupazione. Tra le principali finalità del programma c'è proprio il dare impulso alla ricerca in Europa e rafforzare la leadership industriale nel campo dell’innovazione, anche attraverso investimenti nelle cosiddette tecnologie abilitanti essenziali.

Nell’ambito di Horizon 2020 Enterprise Europe Network svolge un ruolo specifico di assistenza alle Pmi nell’accesso al programma in quanto facilita sia la ricerca partner per la presentazione di progetti, che l’utilizzo dello “Strumento per le Pmi” per realizzare il passaggio dalla ricerca all’innovazione di processo e di prodotto. D’altra parte proprio gli accordi di ricerca rappresentano ogni anno circa la metà delle intese concluse tra gli operatori italiani e stranieri grazie alla rete Een, seguiti dagli accordi in campo commerciale e da quelli di trasferimento tecnologico.

Dal 2008 al 2013 la rete Enterprise Europe Network Italia ha reso possibile la conclusione di 540 accordi di collaborazione per progetti di ricerca tra operatori italiani e stranieri per la partecipazione congiunta ai bandi europei del 7° Programma Quadro, oggi sostituito da Horizon 2020.

Accedere ai fondi previsti da Horizon 2020 rappresenta un’opportunità irrinunciabile soprattutto per le imprese e i centri di ricerca italiani, che sono fortemente penalizzati rispetto agli stranieri dalla carenza di risorse nazionali destinate alla ricerca e dalla ben nota difficoltà di accesso al credito.

Peraltro nanotecnologie, biotecnologie, materiali, produzione e processi avanzati rappresentano settori in cui l’Italia mostra buone potenzialità. Basti pensare che delle 20 aziende italiane che sono risultate aggiudicatarie dei fondi dello "Strumento per le Pmi" previsto da Horizon 2020 in questa prima tornata, 5 imprese, vale a dire 1 su 4, hanno presentato progetti per questo tipo di tecnologie e sul totale delle proposte finanziate per il settore, pari a 17, le cinque italiane rappresentano il 30%.

Let's Match 2014 è dunque l'occasione per le imprese italiane e internazionali più innovative per entrare in contatto e avviare collaborazioni di ricerca su prodotti e tecnologie all'avanguardia. Tante le realtà di eccellenza presenti, tra queste la Nuvovec, spin off dell'Università di Ferrara, vincitrice della Spinner StartCup 2013 e del Premio nazionale dell'innovazione, impegnata nel campo delle nuove terapie geniche per la cura di malattie.

Molti poi gli ambiti di ricerca e i campi di applicazione delle nano e bio-tecnologie dalla medicina, all'ambiente, ai trasporti. Esempi interessanti vengono dai numerosi centri di ricerca e aziende dell’Emilia Romagna che partecipano all’appuntamento. Da segnalare l’Università di Modena e Reggio Emilia – Dip.di Ingegneria “Enzo Ferrari” impegnata in nuovi processi di riproduzione di strutture biodegradabili in 3D per la ricostruzione di organi.

Mentre la Nis Materials (Natural Inspired Smart Materials) di Bologna, nata nel 2014, lavora nei materiali innovativi multifunzionanti con proprietà fotocatalitiche per l'autopulizia, la rimozione di alcuni inquinanti atmosferici e l'autodisinfezione da contaminanti batterici. Da segnalare infine la Vislab, spin off dell'Università di Parma, che ha sviluppato un prototipo di auto senza autista.

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