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C'è l'autrice del libro su Salvini, scatta 'Bella ciao'

11 maggio 2019 | 14.33
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La giornalista Giannini contestata al Salone del Libro. Lei: "Attacco strumentale al ministro". Salvini: "Polemiche surreali, al Salone ospitati anche ex Br"

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Chiara Giannini al Salone del Libro (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Battibecco tra alcuni visitatori e Chiara Giannini, l'autrice del libro 'Io Sono Matteo Salvini' pubblicato da da Altaforte Edizione,che, dopo l'esclusione della casa editrice dal Salone del Libro, oggi ha fatto un giro tra gli stand della kermesse con il suo volume in mano. La polemica è scattata quando la scrittrice si è fermata a fare una foto davanti allo stand di Feltrinelli: "Bisogna rispettare la Feltrinelli che ha tutta una tradizione, perché si è messa a fare la foto davanti a una casa editrice così importante?", ha puntato il dito una visitatrice.

L'autrice ha ribattuto che il suo libro viene censurato: "Il mio libro è stato censurato dal Salone del Libro e alcune librerie hanno detto che lo censureranno, lo diffondo su altri canali perché credo che in Italia debba esistere la libertà di espressione", ha sottolineato Giannini. A chi le chiedeva conto delle parole dell'editore di Altaforte, Francesco Polacchi, l'autrice ha risposto: "L'editore parla a nome personale, io non sono fascista, sono una giornalista libera e indipendente, non mi sono mai schierata politicamente. Per quale motivo impedirmi di presentare il libro? Non lo capisco". A quel punto qualcuno ha intonato 'Bella Ciao' e Giannini ha ribattuto: "Questi sono gli italiani che impediscono la democrazia. Viva la democrazia e viva l'Italia".

"Il mio è un libro normalissimo, non parla di fascismo, io sono una giornalista apolitica che ha lavorato per giornali di sinistra, di destra, di centro, anche di gossip. Non capisco perché censurare il mio libro. E una polemica sterile e vergognosa" ha spiegato l'autrice.

"Qualcuno dell'intellighenzia di sinistra italiana mi ha criticato, Christian Raimo (consulente del Salone dimessosi nei giorni scorsi, ndr) ha fatto una sorta di lista di epurazione di alcuni colleghi che sono del tutto indipendenti - ha spiegato ancora Giannini -. La decisione di estromettere Altaforte viene da alcune persone di quell'ambiente che si sono schierate. Credo ci sia una piccola minoranza in Italia che non si vuole rendere conto che è finita l'età dell'imposizione culturale di un certo tipo, c'è libertà di stampa e opinione", ha aggiunto.

"E' gravissimo vietare la presentazione di un libro e censurarlo, quando si arriva a bruciare un libro come all'epoca dei roghi vuol dire che abbiamo fatto davvero tanti passi indietro" ha detto ancora l'autrice, che poi ha espresso "massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento". "E' un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo - ha sottolineato Giannini -. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io. Non ho fatto niente di male, ho semplicemente pubblicato un libro con una casa editrice che può piacere o non piacere".

Quanto al reato di apologia di fascismo, "non è esiste in Italia, c'è una sentenza della Corte Costituzionale, esiste semmai il reato di ricostituzione del passato partito fascista" ha detto Giannini -. Polacchi ha rilasciato dichiarazioni personali, lui può dire quello che vuole, sono opinioni discordanti dalle mie", ha aggiunto.

Matteo Salvini parla di "polemiche surreali". "Le idee si confrontano con altre, idee la censura non mi piace - ha detto a margine del comizio ad Alessandria -, i libri stravisti, bruciati, censurati ci riportano indietro di decenni". "Siamo un democrazia, per fortuna, mi spiace che certa sinistra si ritenga moralmente e culturalmente superiore a qualcun altro", ha aggiunto osservando: "Ognuno però va in libreria e compra quello che vuole". "Mi risulta che al Salone siano stati ospitati anche ex brigatisti rossi", ha aggiunto Salvini, che ha ribadito: "Se non mi piace un libro non lo compro, se non mi piace una canzone non l'ascolto. Censurare, boicottare, allontanare, tappare la bocca, questo no". E a chi gli domandava se le polemiche sul libro le considera un attacco a lui, Salvini ha replicato: "Non mi interessa faccio il ministro dell'Interno, da quel libro non porto a casa un centesimo di euro, mi spiace si tappi la bocca a qualcuno. Però fa niente, faccio il ministro con orgoglio e buoni risultati lo stesso", ha concluso.

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