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L'esperto, livello tedesco richiesto in Germania varia con attività scelta

CERCO-LAVORO
L'esperto, livello tedesco richiesto in Germania varia con attività scelta

Bernd Faas

Quanto tedesco bisogna conoscere per trovare un lavoro in Germania? A questa domanda risponde Bernd Faas, esperto di mobilità lavorativa Italia-Germania. "Per i giovani che -spiega- vogliono trovare un lavoro in Germania ci sono delle situazioni 'leggere' come alla pari, stage e volontariato dove si può iniziare con un tedesco medio-basso. Per le attività 'vere' come lavoro o studio, dove ci sono in ballo una retribuzione decente o un esame, ci si vuole un livello medio-alto".


"La Germania è sempre più -racconta- una destinazione per lavorare. Il mercato del lavoro funziona e ci sono oltre un milione di posti liberi. La retribuzione è ben oltre quella italiana. L’orario di lavoro tedesco è tra i più bassi del mondo. La sicurezza del posto aumenta da anni e le aziende stanno offrendo sempre più spesso i contratti a tempo indeterminato".

"I tedeschi sono (anche) campioni mondiali -fa notare- nel fare le vacanze. La qualità della vita tra Flensburg e Garmisch-Partenkirchen è tra le migliori del mondo".

Secondo Faas "per sfruttare appieno l’occasione tedesca, uno deve sentirsi a proprio agio, per esempio con: il clima (meno sole, più freddo, più buio); la vita dentro (casa, pub); la freddezza iniziale di carattere dei tedeschi; il rispetto, a volte esagerato, delle regole nella vita pubblica e nel condominio; l’atteggiamento di arrivare al punto velocemente e di non perdere tempo".

Inoltre, si devono fare i conti con "la poca flessibilità dell’azienda riguardo i titoli richiesti per svolgere un determinato lavoro, l’intensità del lavoro con pause ridotte, la multiculturalità in azienda e nella vita (oltre il 20% dei residenti non sono tedeschi al 100%) e il cibo non è più un problema visto che tutte le cucine del mondo si trovano in città e nel supermercato".

"Tutti questi fatti -fa notare Bernd Faas- possono essere importanti o no, per ciascuno. E’ una scelta personale. Ma non è scelta personale la lingua. Il successo nella ricerca del lavoro richiede assolutamente un buon livello di lingua. Se la lingua non è come la situazione richiede, uno perde mesi e mesi per trovare quello che cerca".

"Naturalmente -sottolinea- ci sono delle differenze secondo l’obiettivo da raggiungere: lavoro, studio, volontariato, alla pari, per anni oppure per qualche mese".

Alla pari: le famiglie in Germania cercano molte ragazze (a volte anche ragazzi) per avere un aiuto con i figli. Non si aspettano una conoscenza fluente. Chi dispone del livello B1 ha già le carte in regola. Secondo famiglia potrebbe essere sufficiente anche un livello A2 (se accompagnato da un inglese medio).

Apprendistato: ottime opportunità per chi vuole fare il tecnico IT, il meccatronico, l’imbianchino, l’esperto alberghiero oppure il commerciale estero. Se si tratta di una formazione manuale, all’inizio può bastare un livello B1. Per l’ufficio serve almeno il B2. Visto che oltre alla pratica in azienda il giovane frequenta anche la scuola professionale il livello C1 deve essere raggiunto entro sei mesi. Altrimenti compiti ed esami scolastici sono a grande rischio.

Volontario SVE: in Germania ci sono molte organizzazione nell’ambito sociale, culturale, ambientale o giovanile che offrono periodi di volontariato fra 3 a 12 mesi (per esempio nel programma Servizio Volontario Europeo oppure nel Servizio Civile nazionale). Di solito si richiede un livello B1 perché così l’inserimento nel lavoro funziona. Visto che si tratta di organizzazioni non profit, la persona non deve “rendere” subito come in azienda e ha il tempo necessario per migliorarsi tramite il lavoro.

Muratore: visto il boom edile attuale, ci sono tante opportunità nei cantieri. Un livello B1 è più che sufficiente per fare capire la propria professionalità e prendere un buono stipendio. Con un A2 ci sono problemi oggettivi per spiegare l’esperienza fatta e di conseguenza ne potrebbero derivare dei riflessi notevoli sullo stipendio.

Cameriere: molto richiesto da alberghi, ristoranti, caffè o pub. Ma senza almeno un B2 non si può offrire un buon servizio al cliente e le aziende non sono interessate. Rimangono i ristoranti e le pizzerie italiani, dove il fattore folkloristico potrebbe consentire un livello medio e non fluente.

Studente universitario per lo stage: ci sono sempre più opportunità di stage da 3 a 6 mesi dove l’inglese è sufficiente. Per esempio nell’e-commerce, nell’organizzazione degli eventi, negli uffici “internazionali” di banche e multinazionali. Ma rimangono sempre pochi (da 1 a 100) in confronto alle opportunità in tedesco.

Bachelor o master: le oltre 300 università accettano l’iscrizione in ottobre o marzo se lo studente ha passato l’esame C1. Potrebbe accettare anche il livello B2 ma entro sei mesi, cioè per i primi esami, si deve aver raggiunto la lingua fluente. In alternativa si può scegliere lo studio in lingua inglese visto che oggi quasi tutti i percorsi sono disponibili anche in questa lingua.

Neolaureato: senza un livello C1, la fluency, non si va da nessuna parte o quasi. Pochissime aziende accettano personale che, all’inizio della carriera, non è in grado di collaborare in lingua tedesca in un team. Qualche opportunità esiste in città come Berlino, Monaco, Francoforte o Amburgo, nei settori delle start-up e dell’ingegneria. Non sapere bene il tedesco, significa anche avere limitato accesso ai programmi di carriera interna e ad offerte migliori da altre aziende.

Personale qualificato: con esperienza, diplomato o laureato, ha ottime opportunità di stipendio e carriera. Ma il tedesco deve essere al livello C1, perché solo questo livello permette di svolgere la mansione in modo adeguato, senza perdite di tempo, garantendo alta qualità. Inoltre permette di assumersi sempre più responsabilità e di conseguenza uno stipendio maggiore.

Personale con notevole esperienza nell’IT, ingegneria o vendita potrebbe trovare un buon lavoro solo con l’inglese. Ma i posti in inglese sono veramente pochi (si trovano presso le organizzazioni internazionali come la BCE o l’Ufficio Brevetti oppure presso le multinazionali).

"Naturalmente -ammette Bernd Faas- ci sono dei lavoro retribuiti dove il tedesco può essere basso e anche assente. Sono i lavori invisibili come le pulizie, lo scarico della merce, l’aiuto in cucina, in agricoltura. Tutte attività senza o con poco contatto con il mondo tedesco. Caratterizzate da contratti precari, a tempo determinato, con paga bassa. E senza poter raggiungere un tedesco migliore".



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