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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Il fatto di essere donna non ha costituito elemento determinante nella sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali Usa. Lo spiega ad Avvenire Robert Shapiro docente del dipartimento di Scienze politiche della Columbia University. Trump ha vinto, dice “grazie all’alta percentuale di voti provenienti da uomini bianchi che in base ai sondaggi in uscita dai seggi, pur rappresentando il 48% degli elettori, hanno scelto l’immobiliarista nel 53% dei casi contro il 42% che ha preferito Clinton. Trump ha ottenuto la preferenza della classe lavoratrice, ma contrariamente alle previsioni che si basavano sui sondaggi, anche una buona fetta dei bianchi con una certa istruzione e persino una porzione del voto femminile”.


Peter Cohen, 70 anni, fondatore, presidente e amministratore delegato del gruppo Cowen, è una delle figure più note e cariche di esperienza a Wall Street. Conosce Donald Trump da anni, ma adesso ha un segreto: ad alcuni amici ha nascosto di aver votato per lui. "Troppo controverso - dice al Corriere della Sera- meglio evitare discussioni troppo accese". La versione abituale è che con Trump sono schierati soprattutto gli ex operai di provincia, maschi e bianchi. "Neanche vicino alla realtà. È andato bene fra i colletti blu in declino in Michigan, Pennsylvania o Minnesota, ma ha avuto più voti femminili del previsto e più voti di latini di quanti ebbe Romney. Una coalizione ampia".

Il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, non sembra stupito della vittoria di Donald Trump. Nè spaventato. Anzi. "Il nuovo inquilino della Casa Bianca -dice al Giornale- è un pragmatico e non credo proprio che abbia intenzione di entrare in conflitto con il resto del mondo". "Bisogna innanzitutto fare una tara di quanto ha dichiarato in campagna elettorale -aggiunge- . Non è del resto il primo. Ricordo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schäuble, che prima di conoscere il verdetto del referendum sulla Brexit aveva detto: se gli inglesi voteranno per l' uscita, chiuderemo i nostri rapporti con il Regno Unito.Mi era subito parsa una sparata elettorale, considerando che l' Inghilterra è fra i più importanti clienti della Germania con quasi 100 miliardi di euro l' anno di importazioni. E infatti non è successo niente".

Pietro Piccinetti (amministratore unico di Fiera di Roma), fa chiarezza con Il Tempo sulla situazione attuale. "La verità la raccontano i numeri -dice- che abbiamo presentato con il piano industriale. Fiera chiuderà con ricavi pari a 21 milioni di euro. Questo è stato possibile grazie al fatto che abbiamo venduto servizi ma soprattutto abbiamo portato eventi a Roma, su tutti Esc, l' evento dedicato ai cardiologi, che ha fatto 60 mila visitatori e ha portato nelle casse capitoline 960 mila euro solo di tassa di soggiorno". Però Fiera è in concordato. "Con questo piano industriale siamo in grado di autofinanziarci anche perché non potremmo andare di nuovo dai nostri soci per chiedere altri soldi".

Il congresso di Confprofessioni al via a Roma sul tema "I professionisti per la crescita del paese", come annuncia a Italia Oggi il presidente, Gaetano Stella."È un appuntamento collocato nel 50esimo anniversario di Confprofessioni -dice- per cui vuole essere porre i professionisti di fronte alla storia di questi 50 anni. Ma, dato che bisogna guardare al futuro, i temi più rilevanti sono sicuramente contenuti nel welfare. Il governo, infatti, lo ha messo come priorità nell' ultima legge di Stabilità, mentre noi lo avevamo già individuato come tale nel 2007. Parleremo anche di politica con i rappresentanti di alcune Casse di previdenza rappresentative di situazioni variegate. Inoltre, presenteremo i primi dati dell' osservatorio che abbiamo avviato con Adepp per elaborare una banca dati di lettura del mondo dei professionisti".

"Non lo nascondo, anche io sono rimasto sorpreso dall' affermazione di Trump ma soprattutto dalle sue dimensioni. Ora è un presidente fortissimo perché ha anche tutto il Congresso. Bisognerà vedere quali saranno ora le sue mosse in economia: ha già ammorbidito i toni rispetto alla campagna elettorale, ma non potrà tornare indietro rispetto a molte promesse". Lo afferma con La Stampa Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, ed ex commissario alle spending review.



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