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"L'eritreo arrestato non è il boss della tratta di uomini"

09 giugno 2016 | 10.06
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(AFP PHOTO) - (AFP PHOTO)

L'eritreo estradato mercoledì in Italia dal Sudan potrebbe non essere Mered Medhanie, boss del traffico internazionale di migranti. Secondo amici dell'arrestato, che hanno parlato con la 'Bbc', l'uomo sarebbe vittima di uno scambio di persona e il suo vero nome sarebbe Mered Tesfamariam.

Per ora le autorità appaiono molto prudenti su queste affermazioni. Il portavoce della National Crime Agency (Nca), agenzia britannica coinvolta nell'operazione contro il trafficante, ha commentato che si è trattato "di una complessa operazione con molteplici partner ed è troppo presto per fare speculazioni".

Secondo la 'Bbc', la polizia italiana ritiene che l'uomo arrestato sia effettivamente il boss del traffico di migranti. Un funzionario della polizia italiana ha detto all'emittente britannica di non essere a conoscenza di indagini che mettano in dubbio la sua identità.

La National Crime Agency ha spiegato di aver seguito la traccia del sospetto fino ad un indirizzo a Khartoum, dove poi è stato arrestato. L'agenzia ha precisato che "è troppo presto per poter commentare" queste testimonianze e ribadisce la sua "fiducia nel processo di raccolta di elementi di intelligence".

Ma la Procura di Palermo è cauta. E' il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi a parlare con l'Adnkronos di "una storia strana". E spiega: "Stiamo facendo tutti gli accertamenti e tentando di avere tutte le informazioni possibili - dice Lo Voi - l'arresto e l'estradizione dell'eritreo in Italia ci sono stati comunicati in via ufficiale dalla National Crime Agency inglese e dalle autorità sudanesi, attraverso l'Interpol". Ma aggiunge anche: "Qualsiasi cosa sia successa è una storia strana...".

A sollevare il caso è stata la giornalista con doppia nazionalità svedese ed eritrea, Meron Estefanos, dopo essere stata contattata dai parenti dell'uomo arrestato. "Ho contattato i profughi che conoscevano il trafficante vero e ho mostrato loro la foto diffusa dalle autorità italiane e ognuno di loro ha detto che non si tratta del trafficante che li ha portati in Europa", ha detto alla Bbc. "E' la persona sbagliata. E' un rifugiato che si trovava per caso a Khartoum nel posto sbagliato al momento sbagliato", ha aggiunto.

Per loro non si tratta di Mered Medhanie, soprannominato 'il generale', uno dei capi del gruppo criminale che controlla il traffico di migranti dall'Africa all'Europa, ma di Mered Tesfamariam. La sorella, residente in Norvegia, ha detto che il fratello è "del tutto innocente".

"Non penso che possa esserci alcuna parte di lui che possa essere stata coinvolta in quello che gli viene contestato. E' una persona amorevole, amichevole, e gentile", ha riferito Hermon Berhe, che vive in Etiopia ma che è cresciuto in Eritrea con l'uomo che si trova ora in un carcere italiano.

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