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Libia, Alto consiglio di Stato contro Italia e altri 4 Paesi: "No ingerenze"

07 maggio 2021 | 14.54
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La risposta al comunicato in riferimento alle prossime elezioni: "Ambasciatori dei governi stranieri non vadano oltre le loro prerogative"

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(Fotogramma)

Le ambasciate di Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti in Libia hanno sollecitato le autorità e le istituzioni in vista delle elezioni previste per il prossimo 24 dicembre. In una nota diffusa nelle ultime ore le ambasciate richiamano la risoluzione 2570 del Consiglio di Sicurezza Onu, che fa appello alle autorità e alle istituzioni libiche, compreso il governo di unità nazionale e la Camera dei Rappresentanti, a facilitare le elezioni del 24 dicembre 2021 e a concordare la base costituzionale e legale per il voto entro il primo luglio. "Oltre alle disposizioni a livello politico e di sicurezza, saranno cruciali i preparativi a livello tecnico e logistico", si legge nella nota in cui le ambasciate affermano di ritenere che "non sia il momento di cambiamenti dirompenti negli organismi competenti".

Ma l'Alto consiglio di stato libico bolla come una "interferenza negli affari interni della Libia" il comunicato delle ambasciate di Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Usa. E' quanto si legge in una nota rilanciata dal Libya Observer, in cui dall'Alto consiglio di stato arriva "grande stupore" per il riferimento nel testo al fatto che "il momento attuale non è adeguato a cambiamenti nelle posizioni che hanno a che fare con l'organizzazione delle elezioni in Libia".

"La violazione della sovranità libica non è solo legata alla presenza di mercenari stranieri sul terreno, ma anche ai tentativi di diktat politici esterni che sono categoricamente respinti" si legge inoltre nella nota. L'Alto consiglio di Stato afferma "la necessità di svolgere le elezioni secondo i tempi stabiliti", ovvero il prossimo 24 dicembre, "su basi costituzionali solide" e "ribadisce l'indipendenza della decisione libica". Tripoli chiede inoltre agli "ambasciatori dei governi stranieri di non andare oltre le loro prerogative, rispettare le norme diplomatiche e le leggi dello Stato ospitante".

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