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Iraq: Baghdad scrive a Onu, fabbrica armi chimiche di Saddam in mano a Isil

09 luglio 2014 | 08.39
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Il governo iracheno ha inviato una lettera alle Nazioni Uniti, nella quale conferma che i jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil) hanno preso il controllo di una fabbrica di armi chimiche attiva ai tempi di Saddam Hussein, che si trova a Muthanna, 70 km circa a nord-ovest di Baghdad. La struttura è oggi un deposito di sostanze chimiche e di alcuni missili caricati con Sarin e altri tipi di gas nervino, che secondo gli esperti di Usa e Onu sono in uno stato di degrado tale da renderli inutilizzabili.

Nella lettera indirizzata al Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon, l'ambasciatore iracheno all'Onu, Mohamed Ali Alhakim, spiega che lo Stato islamico ha preso il controllo del complesso lo scorso 11 giugno, dopo che i suoi uomini hanno avuto la meglio in uno scontro con i militari messi a guardia del sito. Nella missiva si spiega che i sistemi di sorveglianza della struttura hanno mostrato "saccheggi di equipaggiamenti e di materiale elettronico" e si precisa che, in seguito alla mossa dello Stato islamico, l'Iraq non è in grado di "adempiere al suo dovere di distruggere le armi chimiche".

L'ambasciatore si dice tuttavia fiducioso che il governo sarà in grado di assolvere ai propri obblighi "non appena la situazione della sicurezza sarà migliorata e avrà ripreso il controllo della struttura". Secondo la Bbc, il complesso di Muthanna contiene circa 2.500 missili caricati con vari tipi di gas nervino, tra i quali il Sarin e il 'Gas Mostarda'. Già tre settimane fa gli Stati Uniti avevano fatto sapere di essere venuti a conoscenza della presa dell'edificio da parte dello Stato islamico, precisando tuttavia che gran parte del materiale al suo interno è inutilizzabile.

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