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Livorno, 6 arresti per attentati intimidatori a ditta elettronica

29 aprile 2014 | 16.40
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Alle prime ore di questa mattina i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Livorno hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Livorno, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di estorsione, incendio, esplosioni pericolose e illecita concorrenza con minaccia o violenza.

I provvedimenti cautelari scaturiscono dall'indagine denominata ''Obsoleto'', condotta dal Nucleo Investigativo di Livorno ed iniziata ad ottobre del 2013, all'indomani dell'attentato incendiario ai danni di un magazzino della ditta ''E-Repair'', cui ha fatto seguito il 4 febbraio scorso un secondo attentato dinamitardo, questa volta ai danni dello stabile della stessa azienda livornese. La ''E-Repair'', di proprietà di Andrea Maci, lavora per conto di Siemens Italia e si occupa delle riparazioni e dello stoccaggio delle schede elettroniche Siemens e delle obsolescenze.

Gli arresti, scattati alle prime ore di questa mattina e che hanno visto impegnati anche i militari delle provincie di Bologna, Caserta, Modena e Pavia, sono stati eseguiti nei confronti di F.C., 38enne di Voghera, pregiudicato, R.S., 31enne di Napoli e residente in provincia di Bologna; A.L., 56enne di Mondragone (Ce), pregiudicato, S.C., 21enne di Modena, pregiudicato, G.C., 48enne di Modena, e K.S., 45enne di Modena, pregiudicata.

Secondo quanto accertato in poco più di quattro mesi di indagine, le sei persone hanno, a vario titolo, progettato e dato esecuzione ai due atti intimidatori perpetrati a Livorno, rispettivamente il 12 ottobre 2013 ed il 4 febbraio 2014, ai danni della ditta "E-Repair" e consistiti nell'incendio di un magazzino e, successivamente, nell'aver fatto esplodere una bomba artigianale dinanzi al laboratorio certificato Siemens della stessa ditta "E-Repair", arrecando complessivamente un danno di oltre 350.000 euro.

In particolare, F.C., titolare di un'analoga ditta di Voghera specializzata in riparazioni elettroniche è ritenuto il mandante dei due attentati, per l'esecuzione dei quali si è servito della manodopera degli altri cinque complici arrestati. Il movente è da ricercare nella volontà di F.C. di estromettere dal mercato Mci, proprietario della "E-Repair" e, una volta subentratogli, di acquisire una consistente fetta di commesse da parte della Simens Italia.

Le numerose attività di indagine tecnica svolte, in questi mesi, dai militari del Nucleo Investigativo hanno consentito di ricostruire l'intera vicenda delineando i rapporti tra i soggetti coinvolti ed i rispettivi ruoli avuti dagli stessi in occasione dei due attentati intimidatori.

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