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M5S, 'sminatori' a lavoro ma resta gelo Conte-Grillo

06 luglio 2021 | 19.50
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I due non si sono più sentiti dopo la telefonata di fuoco

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(Fotogramma/Ipa)

Assoluto riserbo. Oggi non trapela nulla dal lavoro dei 7 'sminatori' -i pontieri del M5S- al lavoro per risolvere la guerra tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, in gioco il futuro del Movimento. In queste ore i 7 chiamati a trovare la quadra sullo statuto -Luigi Di Maio, Roberto Fico, Stefano Patuanelli, Vito Crimi, Tiziana Beghin, Davide Crippa ed Ettore Licheri- ma anche su codice etico e carta dei valori, stanno mantenendo la linea del silenzio: "Meglio procedere nel pieno riserbo", la voce che rimbalza. Trapela, oggi come ieri, un "cauto ottimismo".

In realtà, fonti beninformate assicurano che la strada per trovare una sintesi che metta insieme le due parti rimane in salita, "le distanze restano". Così come le preoccupazioni riguardo alla possibilità di trovare un accordo che riporti pace. Soprattutto, tra Grillo e Conte resta il gelo: "Dopo l'ultima telefonata di fuoco, alla vigilia del video di Beppe" ormai risalente a una settimana fa, "tra i due non c'è stato più alcun contatto", spiegano all'Adnkronos fonti vicine al garante del Movimento.

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