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Con lockdown torna la passione per l'album fotografico, boom di stampe da digitale

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Con lockdown torna la passione per l'album fotografico, boom di stampe da digitale

I fondatori di Cheerz, Antoine Le Conte e Aurelien De Meaux

Gli italiani e gli album fotografici: una passione che in periodo di pandemia si è riaccesa, complice il tempo a disposizione a casa che ha permesso di sfogliare i tantissimi scatti contenuti in smartphone, tablet e fotocamere digitali e scegliere quelli preferiti da stampare. "Non è detto che essere digitali significhi rinunciare agli oggetti tangibili, anzi", dice all'Adnkronos Antoine Le Conte, fondatore di Cheerz, società che offre servizi online di stampa di fotografie digitali.


Con l'obbligo di stare a casa, la richiesta di stampare fotografie digitali attraverso Cheerz, ad esempio, nei mesi del lockdown in Italia è cresciuta esponenzialmente: +88% a marzo, +311% ad aprile. Secondo Le Conte, "quello che spesso manca alle nuove generazioni di giovani e famiglie è il tempo. Tempo per fermarsi a pensare, apprezzare le piccole cose o semplicemente scegliere la fotografia preferita da stampare". Una passione che si conferma anche con un altro dato: "Negli ultimi mesi, circa il 17% delle persone ha acquistato su Cheerz per qualcun altro", dice Le Conte, a dimostrazione dell'importanza che viene data alla copia fisica della fotografia.

"Sempre di più le persone sono portate a mixare sapientemente il virtuale con il fisico - spiega - e ne hanno dato ampia dimostrazione proprio di recente con le nuove abitudini di vita in seguito all’emergenza sanitaria". Per cui, dice ancora, "abbiamo creato Cheerz perché ci siamo resi conto dell’importanza che lo smartphone stava prendendo sempre più nelle nostre vite. La quantità di foto scattate con il nostro cellulare aumenta sempre di più. Serviva creare un modo veloce ed intuitivo per dar vita alle proprio foto e liberarle dalla 'trappola' digitale". Ad avvalorare queste parole c'è un dato: "A oggi, il 73% degli ordini su Cheerz viene fatto da mobile", spiega il fondatore della piattaforma digitale.

Più in generale, dice Le Conte parlando di consumi digitali, "durante questi mesi di emergenza sanitaria, le persone si sono trovate per la prima volta bloccate in casa, lontane dalle loro abitudini quotidiane sia a livello sociale che di consumo. Sicuramente - dice ancora - l'Italia era indietro nell’utilizzo dell’ecommerce rispetto ad altri Paesi europei, ma l’impossibilità di muoversi da casa per consumare è stato l’input per provare nuovi metodi di acquisto. Uno dei più importanti fattori di blocco per lo sviluppo dell’ecommerce in Italia - sostiene Le Conte - è collegato ad una poca fiducia verso i pagamenti online e alla paura di non ricevere i prodotti pagati. Il momento più difficile nell’approccio all’ecommerce è proprio connesso alla prima esperienza d’acquisto: una volta superata, positivamente, c’è una maggiore apertura da parte del cliente, a questa nuova modalità di consumo".

Anche le aziende, dice però Le Conte, hanno dovuto adattarsi alla situazione di emergenza: "In tante hanno deciso di lanciarsi online per limitare le perdite connesse alla chiusura dei negozi fisici. Ovviamente essere online comporta la creazione di una struttura digitale facile e sicura per i clienti. Inoltre - spiega - anche lato marketing ci sono molte strategie che devono essere studiate per poter raggiungere al momento giusto i clienti giusti, ma l’importante è decidere di buttarsi verso nuove modalità di vendita per poter essere attivi sempre nonostante emergenze che potrebbero tornare". Per cui, conclude Le Conte, da questa emergenza "gli italiani hanno fatto un grande passo avanti e non torneranno indietro, anche se l’attaccamento al contante e all’acquisto di prossimità rimangono capisaldi della loro cultura".



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